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Una giornata al parco!

| Bimbi, Mamme, Svago

Ieri siamo stati dai miei suoceri per pranzo.
Non abitano distanti da noi giusto quei dieci minuti di macchina. Amanda venerdí notte ha avuto molta tosse, per cui siamo stati al Pronto Soccorso pediatrico per farla controllare. Fortunatamente nulla di grave, solo un pó di gola arrossata. La pediatra ci ha dato la cura da fare:sciroppo e aerosol.
Siccome Amanda stava meglio abbiamo accettato l’invito a pranzo a casa dei miei suoceri. La giornata ieri era anche bella, tuttavia al mattino sembrava dovessere piovere, poi peró il cielo si é schiarito. Cosí dopo pranzo siamo andati a farci una nella passeggiata in paese. I miei suoceri abitano nel mio paese natale, Sandigliano. É un paesino molto carino. Il parco giochi era ed é ancora un luogo di ritrovo per i ragazzini del posto. Quante giornate ho passato lá, soprattutto durante la fase adolescenziale. Pensate che proprio al parco uscí per la prima volta con mio marito, fu proprio lá la prima volta che ci incontrammo!!
Ecco il mio outfit. Cappellino e top comprati a metá prezzo da Calliope e Jeans firmati Alcott. I miei outfit sono sempre molto “cheap”. Non sono la classica ragazza con l’amore per le grandi firme.  A me bastano pochi euro e un paio di vestiti in stile street.
Ma parliamo di ieri. Dopo pranzo prendiamo il passeggino e via! Abbiamo portato a passeggio la nostra bimba. Amanda ama la natura, stare all’aria aperta. Si guarda attorno e adora i cani!!! Siamo stati mezz’oretta al parco giochi. Le abbiamo mostrato il mini laghetto. Le é piaciuto. Addirittura c’erano alcune tartarughe e molte rannocchiette. Guardate quante foglie di loto!
Ecco papá e figlia che stavano guardando le tartarughine sott’acqua 😊. Per noi puó sembrare una cosa banale, ma per i nostri bimbi sono delle cose nuove. Pensate che Amanda ride molto guardando gli alberi e ama giocare con le foglie. Per non parlare di quando vede i cagnolini, ride come una matta!
Tra passeggiata, risate e giochi con i nonni, é stata una giornata tranquilla e carina, peccato che la tosse non sia ancora passata.
Ora vi lascio un paio di foto di noi al parco.
Ecco la mia famiglia🎀🎈
Quanti ricordi che custodisco, quanti ricordi legati a questo parco!!! Quante amicizie nate, quante distrutte. Quanti amori porta con sé questo parco giochi! Anche voi avevate un luogo di ritrovo preferito quando eravate adolescenti? E anche i vostri bimbi amano passeggiare all’aria aperta?
Lasciate commenti😙
Ps: mamme, ci sono i saldi! Questa settimana vado a fare shopping per la mia bimba e vi mostreró cosa avró comprato!!
In piú sto lavorando ad un nuovo articolo molto interessante per cui, continuate a seguirmi!! 🎀🎈
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E poi arrivi tu..

| Gravidanza, Maternitá, Nascita, Parto, Travaglio

16 ottobre 2016.
Mi sveglio. Guardo il mio smartphone. Sono le 2:29 del mattino ed io avverto una piccola contrazione. Mancano 9 giorni alla data prevista del parto ma giá da qualche settimana avevo delle contrazioni sporadiche. Riappoggio la testa sul cuscino.
Ore 3:30 mi sveglio con un altra contrazione. Ore 4:15 di nuovo. Questa volta mi accompagna anche il dolore nella zona lombare, alché decido di alzarmi. Avviso mio marito di avere male e vado in soggiorno a guardare un pó di tv e aspetto che il dolore mi passi. Ma il dolore non passa cosí mi spoglio, e mi butto sotto al getto di acqua calda della doccia. Mi rilasso, respiro, mi lascio trascinare dal rumore rilassante dell’acqua. Mi depilo (non si sa mai sia il giorno giusto!) Il dolore pare essersi calmato. Mi vesto e mi infilo sotto le coperte. Ecco, un altra contrazione! E cosí le contrazioni iniziano a susseguirsi, arrivando ogni 15 minuti, poi 10, poi 5. Sono le 6, siccome le contrazioni sono del tutto sopportabili decido di aspettare. Le contrazioni questa volta si ripetono ogni 3/4 minuti. Sveglio mio marito: ” Amore misá che é ora, preparati andiamo in ospedale!” Mio marito scatta dal letto, si infila i primi due stracci, recupera i borsoni e si parte!!! L’ospedale é dietro casa, per cui in 2 minuti arriviamo.
Il sole stava sorgendo. Quanto amo il colore del cielo alle 6 e 30 del mattino. L’aria porta con sé un pó di nostalgia del giorno prima e tanta gioia nell’arrivo di un nuovo giorno, il nostro giorno! “Forse questo sará l’ultimo giorno che sarai dentro me”. Pensavo con me stessa e ne ero quasi sicura.
Arrivo in reparto maternitá e comunico quello che mi stava succedendo. Mi accompagnano in una stanza dove decidono di farmi il tracciato. Le contrazioni si ripetono ma non a ritmo costante, come a casa. Forse non era l’ora e forse mi avrebbero mandata a casa.
Il tracciato termina una mezzoretta piú tardi, l’ostetrica mi manda a fare un controllo interno. “Speriamo sia questo il giorno, io sono pronta, non possono mandarmi a casa, voglio conoscere oggi la mia bimba!”. Attendo in sala d’attesa, nel frattempo giunge una signora che ha rotto le acqua a casa, mi sorride e con uno sguardo pieno di amore materno mi dice: “stai tranquilla, ci sei, entro oggi darai alla luce la tua cucciola!”. La ringrazio per le parole rassicuranti e ricambio il sorriso.
Arriva l’ostetrica. Era ora del controllo interno. Mi allontano dalla sala d’attesa e da mio marito, con il cuore a mille e i dolori che giungevano. Incontro una ginecologa non molto sorridente ma  mi fa accomadare e mi visita.”Sì Sí, 3 cm possiamo ricoverarti!” . Dentro di me ho urlato “Si!! Evviva, partoriró !!!!” . Il cuore in gola, le mani che tremavano, il sorriso che mi riempiva lo sguardo di gioia!!! Era il giorno x, stavo per conoscere la mia piccola. Anche io stavo per diventare ufficialmente una mamma, la mamma della mia piccola Amanda. Ritorno da mio marito e comunico immediatamente la novitá. Iniziamo ad avvisare mia sorella e sua mamma.
Mi portano in stanza, io non riesco a darmi pace, il cuore scoppia di gioia, mando un messaggio ad un gruppo di amiche, future mamme anche loro, che il giorno tanto atteso per me era arrivato. I dolori vanno e vengono, sono sopportabili, sono paragonabili ai dolori mestruali del primo giorno di flusso. Ma non sapevo ancora cosa mi avrebbe riservato la giornata! La ginecologa durante la visita mi ha perfino detto che non ero ancora entrata in travaglio attivo. Il travaglio attivo giunge ai 4 cm di dilatazione per cui, mi domandavo come sarebbero stati i dolori del travaglio attivo. Ma non c’é tempo per farsi prendere dall’ansia anche perché verso l’ora di pranzo entro proprio in travaglio attivo. Ecco che il dolore si accentua. Decido di passeggiare nel corridoio. Vedo le mamme che giá hanno con sé i loro piccoli. Quanto amore c’era in reparto. I neonati che trovavano rassicurazione nelle braccia della loro mamma, i papá felici, gioiosi di quelle nuove vite.
I dolori. Protagonisti della giornata, non mi davano piú pace ormai. Fortuna che con me c’é mio marito. Mi abbraccia, io mi poggio sulla sua spalla, lo abbraccio, mi aiuta a respirare, mi massaggia la schiena. Quanto adoro stare nelle sue braccia. Solo con lui riesco a gestire il dolore delle contrazioni. Le ore passano cosí, accanto a mio marito, nel corridoio del reparto. Insieme a noi c’é mia sorella e la mamma di mio marito che aiutano a rallegrare la situazione.
Ore 16:30. I dolori sono insopportabili. Decido di farmi visitare. Sono arrivata a 6 cm di dilatazione. L’ostetrica mi comunica la disponibilità di una sala parto e mi invita a continuare lá il mio travaglio, ma prima mi consiglia di farmi una bella e lunga doccia calda per favorire la dilatazione completa. Io ci provo ma dopo un quarto d’ora non riesco piú a reggermi in piedi per i dolori.
Entro in sala parto. Corro il piú che posso per aggrapparmi alla sedia perché il dolore é cosí forte che mi piega in due e sono costretta a inginocchiarmi. E come una raffica di vento, come un martello pneumatico le contrazioni diventano sempre piú intense. Non posso respirare un attimo. Non posso rilassarmi molto, perché al termine di una contrazione ne ha inizio una nuova. Eppure non bastava. Le contrazioni continuavano a essere non costanti. Mi iniettano ossitocina. Non avrei immaginato, mai e poi mai dei dolori ancora piú forti che mi sarebbero arrivati dopo.
Inizia l’inferno vero e proprio. I dolori del travaglio prima di provarli, sono inimmaginabili. Ogni posizione non mi aiuta a gestire il dolore. Sudo, il cuore batte sempre piú veloce. Stringo tra le mani il cuscino. Urlo, con tutte le mie forze. Affondo il mio viso sul cuscino e urlo piú che posso. Spingo. Niente. La mia bimba non riesce a uscire. Mi trascinano in bagno. Io non avevo le forze di stare in piedi. Mi veniva da svenire. Chiedo di essere rinfrescata. Inizio a vedere bianco ma con due schiaffi ritorno in me. L’ostetrica mi fa spingere in bagno, per sfruttare al meglio la forza di gravitá. Niente. Ritorno sulla poltrona del parto. Mi metto i carponi. Urlo e spingo. I dolori mi bloccano la schiena, la pancia. Ogni volta che arriva la contrazione l’ostetrica mi chiede di spingere, ma il dolore é cosí forte che non riesco a spingere come vorrei.
Il sole tramonta. Sono le 7 piú o meno. Continuo a guardare l’orologio e spero che arrivi il momento della tua nascita. Sudo, urlo, mi tremano le gambe. Mio marito cerca di farmi forza ma io sono esausta  e grido “Non ce la faccio piú!”. Sono stremata. Soffro da morire, mi sembra di impazzire. Mi sento morire. Mi viene da piangere, sto per avere un crollo emotivo. L’ostetrica e mio marito mi rassicurano che presto vedró la mia bambina ed io, lo speravo con tutto il cuore perchè i dolori mi stavano facendi cadere in mille pezzi.
Poi, mi ritrovo a guardare la luce sul soffitto, urlo. Vicino a me c’é la ginecologa che mi consiglia di tenere lunghe le spinte, piú che posso. Lo faccio. Urlo e urlo ancora. In un attimo mi  sento svuotata.
Ore 21:36. Alzo lo sguardo. Mi appoggiano al petto la mia bambina. Mio marito piange di gioia. Ed io non potevo credere che finalmente l’inferno era passato. Avevo la mia bimba tra le braccia. Incredula. Come faceva a esserci una creatura cosí meravigliosa dentro di me. Com’é bella. I suoi occhi che cercano i miei. La sua testa appoggiata al petto. Sentirá il battito del mio cuore. La tocco. Sento le sue mani, le sue gambine. Amore mio!!! Ti ho tenuto dentro di me e ora sei davanti a me. Quanto tempo ti ho desiderato. Troppo. Dio non poteva riservarmi cosa migliore di te. Ti amo. Prometto di starti accanto sempre, prometto di stringerti a me ogni notte, ogni giorno. Tu sei me ed io son te. É nata la mia bambina e fuori da quella stanza per me ormai non contava piú nulla. Ho donato a lei il mio cuore. La mia ragione di vita. Ho amato sentire i tuoi calci dentro me ma ora amo ancora di piú il tuo profumo, i tuoi occhi. Ti amo, per sempre lo faró.
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Concepimento: i test di ovulazione!

| Concepimento, Desiderio di maternitá, Gravidanza, Maternitá, Senza categoria, Test di ovulazione

E ora che avete deciso di avere un bambino, da dove partire?
Lo sappiamo bene tutti, cari lettori, cosa serve e come si fanno i bambini. Ma a volte rimanere incinta al primo colpo diventa difficile. Magari abbiamo anche un ciclo lungo ed impreciso, per cui fare affidamento al calcolo classico secondo cui, mediamente al 14° giorno di ciclo la cellula uovo é pronta per essere fecondata, diventa insicuro e controproducente. Oggi poi, esiste anche la possibilitá di scaricare nel proprio smartphone alcune app che tengono per te il conto della lunghezza del tuo ciclo, ti calcola la data di inizio del prossimo ciclo ed infine ti tiene presente quali giorni sono migliori, ovvero quali sono i giorni fertili, per poter concepire siciramente. Ma tu sei talmente sfigata che neanche le app possano aiutarti a realizzare il sogno di diventare mamma!
Sará per lo stress che non rimango incinta? Magari devo tenere alzati i glutei per un pó dopo aver avuto un rapporto, affinché gli spermatozoi raggiungano la cellula uovo? Dovrei forse mangiare cibi specifici per rendermi piú fertile? Dovremmo farlo più volte al giorno? Mille dubbi che assillano la nostra mente e di certo le ricerche su Google non aiutano, facendo mandare il nostro cervello in tilt.
Anzitutto: CALMA!
Come diceva Mika, in una sua canzone? Ah sí: “Relax, take it easy!” (Ammettetelo, l’avete letto cantandola)
Secondo: certo, lo stress non vi aiuterá. Come ben sappiamo lo stress produce alte quantitá di cortisolo (conosciuto appunto come l’ormone dello stress) che vi potrebbe causare insonnia, instabilitá emotiva, stanchezza e via dicendo. Per cui, sedetevi, sorseggiate una camomilla calda, cacciate via i pensieri che vi provocano stress e ripartite! Il consiglio spassionato che vorrei darvi, é quello di vivere nella maniera piú istintiva e naturale possibile l’amore con il vostro partner! Non rendete un atto cosí bello in un “lavoro meccanico”.
Se comunque poi, volete a tutti i costi sapere quando ovulate, in estremis potete utillizzare i fatidici TEST DI OVULAZIONE.
CHE? COSA? TEST CHE?
Avete letto bene carissimi, i test di ovulazione! Sono dei test che rilevano la presenza dell”ormone LH, l’ormone responsabile dell’ovulazione.  Si utilizzano come dei normali test di gravidanza. Io stessa li ho utilizzati per poter sapere indicativamente quali giorni potevano essere utili al fine di concepire. Ma OCCHIO! Anche questi strumenti non devono essere fonte di stress. Io consiglio di utilizzarli per 1/3 cicli, cosicché possiate monitorare il vostro periodo ovulatorio.
Ne esistoni vari in commercio. Io li ho utilizzati per due volte ( la seconda volta rimasi incinta!).
La prima volta utilizzai i test di ovulazione della Clearblue.
Ho comprato questi rosa. Una confezione contiene 10 test: sono dei mini stick che vanno utilzzati con il lettore dei test. Non é il massimo, ma se ci si organizza, sono soldi ben spesi. Sempre all’interno della confezione si trova il foglietto in cui vi é la spiegazione di quando iniziarli ad utilizzare (in base alla lunghezza media del vostro ciclo) e in quale momento migliore della giornata (questi per esempio, andrebbero fatti al mattino appena alzate).Inoltre, se siete nel periodo in cui, il momento dell’ovulazione si sta avvicinando, il test dará un bel faccino sorridente 🙂 nel mini schermo ,  ció vuol dire che il test avrá rilevato nelle vostre urine l’ormone LH, altrimenti se non siete ancora vicine all’ ovulazione, comparirá una faccina triste 🙁 . Quando finalmente avrete la faccina sorridente, le istruzioni dicono che avrete un tempo minimo di 24 ore (tempo di sopravvivenza della cellula uovo) ad un massimo 36 ore (tempo in cui sopravvive lo spermatozoo ) per poter concepire.
La seconda volta invece, decisi di comprarli su internet. Si chiamano test di ovulazione canadesi, costano veramente pochissimo e puoi scegliere te quanti prenderne. Io ad esempio, convinta che li avrei usati tutti, ne ho presi ben 50 (avanzati circa la metá). Insieme ai test di ovulazione ho anche ricevuto dei test di gravidanza.
Questi, a differenza dei clearblue non hanno il lettore degli stick come vedete dall’immagine ma il suo lavoro lo fanno. Dato che non hanno il lettore, non ci sará né una faccina sorridente, né una triste ma solo due semplici linee. Una linea ci sará sempre, é la linea di controllo. L’altra riguarda l’ormone LH. Più si é vicino all’ovulazione maggiore sará l’intensitá della linea. Il colore di tale linea peró dovrá essere di intensitá maggiore uguale a quella di controllo. Se cosí non fosse, quindi se la linea dell’ormone LH fosse piú chiara di quella di controllo, significa che siamo ancora lontane dall’ovulazione quindi dovremmo ripetere nei giorni successivi il test fin quando non saranno uguali di intensitá. I test canadesi, non vanno fatti con la prima urina del mattino ma é consigliato farli in tarda mattina o dopo pranzo. Io ler esempio li facevo sempre intorno le 12 e le 14.
Ecco come funzionano i test di ovulazione. Spero di essere stata esauriente, ma se cosí non fosse stato, potrete farmi domande, sperando possa esservi di aiuto!
E ora cari lettori e cari lettrici, andate e moltiplicatevi!
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Quelle due linee..

| Gravidanza, Mamme, Test di gravidanza

E poi una mattina ti svegli e ti senti strana. Hai un ritardo.. ma pensi sará il solito banale ritardo che da sei mesi a questa parte ti ha sempre ingannato con un bel test negativo. Ma come si dice, la speranza é sempre l’ultima a morire! Allora ti alzi in preda all’agitazione e non importa se sono le 5:30 del mattino, ti devi alzare e correre dritta al distributore della farmacia vicino casa. E continui a sentirti strana o sará sempre la subdola immaginazione che tende a confonderti sulla realtá?
Fatto sta che ti alzi, col pigiama, prendi le chiavi, dimentichi il cellulare ma che importa! Chiudi la porta, corri giú dalle scale. Sei in strada che cammini a passo svelto col cuore in gola. Chissá che penserá la gente vedendoti per strada a quell’ora in pigiama con i capelli arruffati!Arrivi al distributore, compri l’ennesimo test e ricatti il distributore: “caro il mio distributore, se anche questa volta il test é negativo vengo e ti scasso!!”Anche in questi momenti un pó di ironia non puó che strapparti in sorriso!!
Corri per tornare a casa, perché hai deciso che non puoi aspettare ancora! Nel frattempo speri di non incontrare nessuno per le scale perché sennó sai la figuraccia!!! Apri la porta, molli la giacca a terra, ti fiondi in bagno e.. fai quel benedetto test.
Poi ti rassegni e pensi:” Figuriamoci se é positivo, ormai sono talmente abituata a vederli negativi che questo ormai non farebbe la differenza!”.
E poi, una linea…. e una seconda linea… Sgrani gli occhi incredula! Continui a fissare quel test.. “É positivo!”. Ti siedi a terra nel corridoio a fissarlo..
Ed il fatidico momento é arrivato! Allelujah !!!!! Sono incinta! Aspetto un bimbo! Diventeró mamma!! Santo cielo finalmente, dopo tanto tempo che sognavo questo momento!! E rimani li a fissare quel test, vorresti urlare dalla gioia ma poi ricordi che sono le sei del mattino e non vorresti spaventare l’intera palazzina!!! Cosí continui a fissarlo col cuore che ti batte e avanti e indietro per la casa, e guardi e riguardi quel test continuando a pensare che dentre te c’é una meravigliosa creatura che ti chiamerá col nome più bello al mondo : MAMMA ❤ .
E voi, come avete scoperto di essere incinta?? Forza aspetto di leggere le vostre storie!!
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Il desiderio della maternitá

| Desiderio, Desiderio di maternitá, Mamme, Maternitá

Arrivati ad un certo punto della nostra vita scatta qualcosa.
Non sappiamo spiegarcelo, arriva come un fulmine a ciel sereno, come un uragano che ti travolge e ti porta con sè nel suo vortice.  Inizi a guardarti in giro e noti solo pance, pancine, pancione, passeggini, senti neonati piangere e vedi i bambini imbattersi nelle loro prime camminate. E poi, ti ritrovi un momento sola con te stessa e pensi: mi sento vuota! Qualcosa manca nella mia vita, non mi sento completa.
Sfiori la pancia e pensi: e se mi sentissi cosí perché in realtá voglio diventare mamma?
I tuoi piani per il futuro iniziano a vacillare. Desideravi collezionare quante più lauree possibili, investire il patrimonio personale in una piccola attività imprenditoriale, organizzare viaggi insieme all’uomo della tua vita, ma ora un nuovo pensiero trova spazio nei tuoi desideri più grandi, tanto da potergli permettere di mettere al secondo piano, se non direttamente in fondo la lista, gli altri progetti che avevi in mente.
 Voglio un bambino!!! Lo pensi ad alta voce, lo sogni di notte. Inizia a diventare un pensiero fisso.
Quel pensiero che ti martella la testa tutti i giorni, il tuo primo pensiero la mattina e il tuo ultimo la sera. Immagini di svegliarti con un nanerottolo che ti chiama Mamma, di andare in giro per la cittá spingendo un passeggino e di incontrare la gente che sorride a te e al tuo bambino e lo contempli.
E quando ti ritrovi al centro commerciale della tua cittá ti soffermi davanti alle vetrine allestite con body, tutine, bavaglini, trio, fasciatoi, culle e in quell’istante la tua mente é lá a immaginare la tua casa con le cose esposte in vetrina e pensi a quando cambierai pannolini, a quando sceglierai i completini da mettere al tuo bambino, oppure a quando lo osserverai dormire beatamente nella sua culla.
É strana la vita… guardiamo il nostro passato e vediamo noi adolescenti passare le giornate a immaginare noi stesse con il ragazzo che tanto ci piace,  subito dopo siamo diventate grandi e ci immaginiamo con una famiglia. Passa il tempo ma il nostro hobby preferito rimane lo stesso: fanstasticare sul nostro futuro.
Ma fantasticare sulla gravidanza non é cosa qualunque. Inizi giá ad amare il tuo pancione, ad amare la vita che crescerá in te, ami giá la persona che avrá con sé per sempre il tuo cuore!!
Desiderare un bambino significa essere pronte  a dedicarsi a una piccola creatura indifesa che avrá bisogno di te, a strapparsi un pezzo di cuore sapendo che questo pezzo di cuore un giorno lascerá il tuo nido.
E solo Dio sa la tempesta di emozioni che porterá la nascita di un bambino!
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