C’era una volta, non molto tempo fa e più precisamente nel 2004 una coppia che si amava alla follia. Una donna ed un uomo, stretti tra loro da due cuori che battevano all’unisono. Il loro amore era così travolgente, che si completavano, l’uno con l’altra.

Ma arrivó un giorno che quest’amore aveva bisogno di un nuovo cuore, per rafforzare e il dolce suono dei loro cuori. E perché non pensare ad un piccolo cuoricino che avesse bisogno del loro affetto, dei loro sorrisi e delle loro coccole? Il desiderio della cicogna diventava reale. Decisero cosí di iniziare a provare ad avere un bambino.

Passavano i mesi e la cicogna non si faceva vedere. Non pensavano che potesse essere così difficile.

Passava un anno, la cicogna non arrivava ancora. Lei e lui iniziarono a sottoporsi a degli esami, per capire se ci fosse qualche problema di fertilità. Paura, angoscia, delusioni, domande senza risposta e scoraggiamento erano all’ordine del giorno. Era difficile accettare che uno dei due potesse avere problemi a concepire. Poi arrivarono i risultati: avevano riscontrato in lui un severo grado di Varicocele. Sarebbe stato difficile concepire, difficilissimo. Il mondo all’improvviso crollava loro addosso. Come era possibile? Perché il destino é beffardo?

Quando ti sottoponi agli esami di fertilità ti senti impotente. Vorresti che andasse tutto per il meglio, non ci si può immaginare ad essere incapaci di procreare. Dovrebbe essere la cosa più facile al mondo e invece….. Come poteva lui accettare il fatto di non poter dare dei figli alla propria lei? E lei, come poteva accettare il fatto di non poter accogliere dentro sé una nuova vita, il frutto del loro amore?

I giorni passavano, ci si trascinava addosso l’amaro sapore dell’impotenza. Il pensiero di avere tra le braccia una creatura era sempre presente nei loro cuori. Così a lui venne proposta una cura e  fissato l’appuntamento per sottoporsi all’operazione, con la speranza che l’affezione sparisse. L’operazione non portò nulla di buono agli effetti sperati. Ma la speranza è l’ultima a morire no? Il 2006 vide lui sottoposto ad una seconda operazione, che sfortunatamente diede il colpo di grazia: “Signore, lei non può avere figli, è sterile”.

Una frase che nessuno meriterebbe di sentire. Se la speranza è l’ultima a morire bè… purtroppo il sogno di avere un bambino naturalmente morì insieme a questa speranza. Non ci si poteva però arrendere ad un sogno così grande. L’istinto della genitorialità è un istinto primordiale. La realtà più bella che possa esistere, quella di vedere davanti a te una piccola meraviglia che ti guarda con gli occhi dell’amore.

L’autunno del 2007 avrebbe portato loro la possibilità di avere un figlio tramite l’inseminazione in vitro.

Quell’anno sembrava interminabile. L’estate era alle porte e lei avrebbe dovuto sottoporsi alla laparoscopia per accertarsi che le tube fossero entrambe aperte. Ma prima di fare questo esame, aveva voglia di distrarsi. Non aveva più intenzione di rattristarsi, aveva chiesto a lui di lasciare perdere medicine, stick ovulatori e lo invitava a trascorrere una settima al mare, lontano dai problemi, dalle paure, dalla rabbia.

L’Isola D’elba e nient’altro.

Una sera, tra le vie di bancarelle e negozi di Marina Di Campo, vennero attratti da una collana con un ciondolo tintinnante, lei curiosa si avvicinò. “Signora sono i Chiama Angeli, lo indossi, portano fortuna! Miraccomando, però ci deve credere!” disse il venditore. Il suo Lui non esitò un attimo e volle subito acquistarlo. Quello era un piccolo regalo, per tutto quello che stavano passando, con la speranza che questo ciondolo avrebbe portato loro fortuna e serenità.Così il venditore prese la collana e mentre gliela stava per mettere al collo le disse per ultimo: ” Esprima tre desideri”. Come non desiderare una gravidanza? Ormai era il suo primo desiderio, un sogno che si faceva attendere già da lungo tempo.

Nei giorni successivi, lei, che continuava a pensare a quella sera in cui, acquistò quella collana, faceva sempre suonare quel dolce sonaglino e sperava con tutto il cuore che il suo desiderio si avverasse.

21  giugno 2007, la vacanza era finita già da una settimana. Era una tipica mattina estiva, la prima mattina che avrebbe annunciato l’inizio di una nuova estate, poi quello stick. Quel piccolo test che le annunciava: ” Certo cara, aspetti un bambino!”. Tra stupore e incredulità, dentro di lei stava crescendo il frutto del loro amore. Scoppiò in un pianto di gioia! Erano riusciti a concepire naturalmente, avrebbe scampato all’inseminazione in vitro, perché lei era incinta!

Una gioia indescrivibile, il sogno si era avverato. Quella collana aveva seriamente portato fortuna! 💎💜

Il chiama angeli é stata la scoperta piú bella della sua vita, lei aveva creduto in quel chiama angeli e qualche angelo lassú, aveva esaudito il loro desiderio di avere una bambino.

Lei, ha un nome. Si chiama Daniela e questa é la sua storia. Daniela é la fondatrice del Richiamo Degli Angeli. Dal momento in cui vide quel test positivo, pensó di creare dei chiama angeli, che sarebbero stati di buon augurio a chi desiderasse una gravidanza e a chi fosse già in dolce attesa.

Il Richiamo Degli Angeli é stato creato dopo quello che Daniela ha dovuto passare. Due anni di sofferenza, giorni in cui il sogno sembrava solo una pura utopia. Ma quel sogno si é realizzato e il chiama angeli ha fatto la sua parte.

Una storia che mi ha commosso e per questo ho deciso di raccontarvela, grazie alla testimonianza della fondatrice di questa bellissima azienda, che é nata per sostenere tutte le future mamme e chi ancora mamma non lo é, ma che sogna di diventarlo! 💜

Vi invito a visitare il sito https://www.richiamodegliangeli.it/  per ammirare le meravigliose creazioni riguardo al Richiamo Degli Angeli!

A presto 🎀🎈

 

 

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