Crea sito

Maternitá

Io, una mamma studentessa

| Gravidanza, Mamme, Maternitá, Nascita, Studio e figli, Università

Essere una mamma e nello stesso tempo una studentessa non é per nulla facile. Quando sono rimasta incinta mi mancavano solo due esami per completare il mio percorso di studi ed ovviamente mancava ancora la stesura dell’intera tesi.

Il penultimo esame lo diedi che già ero incinta, ma ancora non lo sapevo. La settimana dopo avrei fatto il test di gravidanza.

E poi quelle due linee. Ero davvero tanto felice, incredula, paurosa di quel che sarebbe successo. Come avrei fatto a gestire l’Universitá con una gravidanza in corso? Non é stato facile. Ho avuto le nausee fino alla 14°settimana. 24 ore su 24 a letto poiché neanche la notte mi abbandonavano. Mi mancava un solo esame e dovevo iniziare a scrivere la tesi. Purtroppo ho dovuto rimandare la tesi a quando mi sarei sentita meglio perché al pc proprio non riuscivo a stare. E di studiare non ne parliamo, appena mi buttavo sui libri la voglia di vomitare era tanta. Un pó come quando ti metti a leggere un libro in macchina e ti viene la nausea (almeno a me succede così).

Intanto io, entravo in una nuova sessione universitaria, la mia prima sessione fuori corso. Ma non era colpa della gravidanza in questo caso. Avrei potuto peró laurearmi in questa sessione fuori corso se non avessi avuto il problema dei primi mesi gravidici. Con il cuore in pace, mi dedicai al riposo.

Entrata nel secondo trimestre di gravidanza finalmente mi sentivo meglio. Cosí ripresi in mano i libri, pc e mi impegnai per terminare gli studi. Il 19 luglio diedi finalmente l’ultimo esame e finí in bellezza con un bel 26😊 Nel frattempo avevo anche già preparato due capitoli di tesi che peró necessitavano di molte correzioni, come indicato dal mio relatore. Alché la cosa mi scoraggió.

Puntai a laurearmi a settembre. “Che sarai mai” dicevo, “tanto ora che sto bene posso scrivere tutta la tesi in questo mese e a settembre avró la laurea”. Non l’avessi mai detto. Il caldo prese piede in città, la stanchezza gravidica si faceva sentire e iniziai a soffrire paurosamente il caldo, tanto che ero costretta e stare chiusa in casa col condizionatore acceso.

Arrivó Agosto, passai una settimana al mare con mio marito. Una settimana da incubo per la mia circolazione sanguinea e la mia pressione bassa che mi provocava degli odiosi capogiri. “Nessun problema appena torno dalle vacanze mi rimetto in sesto e si riprende la tesi”. Ancora una volta ne ero convinta. Poi  però l’ultimo trimestre portava con sé i suoi acciacchi. Pubalgia e contrazioni erano all’ordine del giorno. Per di più, ero così presa dalla gravidanza che in quel momento la tesi passava in secondo piano.

Arrivava ottobre, il mese in cui Amanda doveva nascere. Io ero a riposo giá da parecchie settimane per via delle contrazioni e del collo dell’utero accorciato. Ero così preoccupata che Amanda avesse potuto nascere prima che abbandonai in un dimenticatoio l’Universitá. E poi finalmente Amanda nacque. La gioia piú grande che una ragazza possa mai provare.  Avevo una creatura di cui preoccuparmi, cambiare pannolini, allattare, coccolare il giorno, ma soprattutto la notte. Il primo mese di vita di Amanda non ho dormito praticamente nulla. Quando diventi mamma la tua vita viene stravolta. Tu passi in secondo piano perché c’é qualcosa piú importante di te a cui non puoi e non vuoi fare a meno. Alché le giornate passano, tra pianti e pannolini, a casa. Poi si andava a passeggio per prendere un pó di aria fresca e riprendersi un attimo.

I primi tre mesi passavano cosí. Nel frattempo tre sessioni universitarie se ne andavano. Un bel giorno ripresi coraggio e presi tra le mani il pc. Riuscì a correggere i primi due capitoli e li mandai al mio relatore. Passó anche la Pasqua e la primavera passava in un batter d’occhio. Stiamo parlando della primavera che è passata quest’anno.

Con il mio miglior impegno, tra stanchezza, momenti di riposo, pulizia di casa e tempo da dedicare a mia figlia arriviamo a oggi. Sto scrivendo l’ultimo capitolo della mia tesi. Mi mancano meno di dieci pagine per terminarlo e poi mi mancheranno introduzione e conclusioni del lavoro. Ho sempre cercato e cerco tutt’ora, di dedicarmi alla tesi quando mia figlia dorme. Solo che ora che ha 11 mesi i suoi pisolini non sono piú lunghi come quelli di una volta per cui, in alcune giornate, Amanda viene guardata da mia suocera o da mio marito in modo che io possa finire al più presto.

Ce la sto mettendo davvero tutta per realizzare questo mio sogno pur avendo avuto la bambina. É stata ed é una sfida conciliare studio e figli. Ma non di certo impossibile. Anche se tutto procede lentamente, non vuol dire che si debba mollare. Di certo quando avrò la laurea tra le mani saró doppiamente soddisfatta, perché saprò che sono stata in grado di terminare gli studi pur avendo avuto una bambina!

 Voglio rivolgermi alle mamme come me studentesse. Care ragazze che avete scoperto come me la gravidanza nel bel mezzo degli studi, non demordete. Non sarà facile ma non impossibile.

Spero che il mio articolo sia stato di vostro gradimento.

A presto 🎀🎈

 

 

 

Commenti disabilitati su Io, una mamma studentessa

Sos pulizie casa senza sosta in gravidanza? Te lo spiego io!

| Gravidanza, Mamme, Maternitá, Nascita

Ehilá mammine! Ma vi ricordate in gravidanza quella voglia matta di pulire casa ? E voi care pancine siete giá state assalite da questa voglia irrefrenabile?

Bé se ve lo state chiedendo: sí é tutto normale! Io a partire dall’ultimo trimestre di gravidanza ricordo di aver messo in soqquadro casa, di averla rivoluzionata e averla pulito a fondo.. tutti i santi giorni! Lava di qua, pulisci di lá, spolvera qui, ordina lí…

Per non parlare di quella lavatrice che era sempre azionata sul tasto ON da mattino a sera per lavare i vestitini di Amanda!

Tranquille é tutto frutto dei nostri cari ormoni gravidici. Sí perché se nel primo trimestre ci hanno fatto stare male con nausea, vomito, stanchezza e capogiri, negli ultimi mesi ci giocano questo brutto (o bello a seconda di come la si pensa)  scherzo.

Questa ossessione che ci prende in gravidanza prende il nome di : SINDROME DEL NIDO. Ma non ne veniamo colpiti solo noi umani. Diciamo che é proprio un istinto animale. Lo fanno perfino gli animali in attesa dei loro cuccioli. Ovviamente non puliscono casa ma preparano al meglio il nido che andrá ad accogliere i nascituri. E cosí accade a noi. Il nostro nido é la nostra casa e, senza accorgecene iniziamo anche noi a preparare il “nido” per il figlio che verrá.

Ecco perché la maggior parte delle mamme prepara giá la camera del bambino ancora prima che nasce!!!!!!  Dare il bianco, comprare i mobili, pupazzetti, tappetini per il gioco, quadri e chi piú ne ha piú ne metta, sono le cose che si é solite fare quando si prende questa “sindrome”.

Io personalmente non ho avuto l’esigenza di preparare la cameretta per Amanda, ma certo é che pulivo casa da cima a fondo senza sosta.

Addirittura alcune mamme non si accontentano di preparare la cameretta e decidono di rivoluzionare casa in tutti i suoi angoli.  Proprio durante la dolce attesa puó capitare che la mamma decida di dare il bianco per tutta casa, posizionare i mobili in maniera diversa e magari buttare vecchi mobili per far spazio a nuovi !!!!

Ma ATTENZIONE care pancine, non fate sforzi eccessivi! Dopotutto gli ultimi mesi di gravidanza sono quelli piú pesanti dal punto di vista fisico, data la grandezza della pancia e dal peso del bambino.

Per cui, non abbiate fretta di fare tutti questi lavoroni. Ma se proprio non resistete, delegate i compiti piú ardui al futuro papá !!!

Dicono poi che la sindrome del nido, svanisca con la nascita del bambino. Ecco, dopo 11 mesi dalla nascita di mia figlia A ME LA SINDROME NON È PASSATA ! AIUTO!! Mio marito non ne puó piú di vedermi pulire come una forsennata la casa ogni santo giorno cosí ossessionatamente! Ma ragazze non ce la faccio, non riesco a liberarmi da questa mania. Avete qualche consiglio a riguardo?😧 Premetto che ancora la cameretta non l’abbiamo pronta, sará per quello ? Ormai sono schiava di questa sindrome, si salvi chi puó !!

E che la sindrome non prenda il sopravvento anche su di voi ! 😜

A presto 🎀🎈

 

Commenti disabilitati su Sos pulizie casa senza sosta in gravidanza? Te lo spiego io!

Allattare tra amore e difficoltá…

| Allattamento, Bebé, Bimbi, Mamme, Maternitá

Ti diranno che allattare non é semplice. Infatti non lo é stato. Soprattutto quando ti arriva la montata lattea. Il seno é turgido, bollente, una bomba incandescente che vuole scoppiare ma che per qualche motivo non lo fa. L’unica maniera per farlo scoppiare è attaccare il tuo bimbo appena nato, cosí che possa svuotare il seno dalla grande quantitá di latte che contiene. Peró talmente c’é latte che il seno è duro come un marmo ed il bambino non riesce a prendere bene la mammella per ciucciare. E lì si che sono pianti.

Poi arriva la preferenza per il seno.

Amanda appena nata preferiva il seno sinistro, il destro lo snobbava. Ogni volta che aveva fame cercavo di attaccarla proprio al seno destro, come mi han consigliato al nido. Quanta fatica per attaccarla. Ogni volta era una guerra. Ogni volta vinceva lei. Alzavo bandiera bianca e la attaccavo al sinistro, con la conclusione che, spesso, mi si formava un maledetto ingorgo nel mio seno destro. Il male. E via con il seno turgido e bollente e dolente. Amanda che piangeva, perché io insistevo per attaccarla lí. Ma lei con quella sua boccuccia piccola non riusciva a prendere bene la mammella, dato che il seno era durissimo, che piú duro non c’era. E allora via di impacchi con acqua calda. Il getto della doccia di acqua calda sopra il seno, massaggi e massaggi affinché un pó di latte potesse uscire per svuotarlo e renderlo più morbido. Più o meno capitava ogni due settimane.

Allatta dicono, che allattare fa bene a te e al tuo cucciolo. Il latte materno é fonte preziosa di anticorpi e di benefici per la sua salute. Cosa c’é di piú naturale che allattare? Ma non é solo benefico per il tuo bimbo, allattare fa bene persino alle mamme, aiuta loro a recuperare piú in fretta la forma fisica, previene il tumore all’utero e al seno. Inoltre, ogni qualvolta si attacca il neonato, questo provoca contrazioni uterine e fa sí che l’utero torni il piú presto possibile alle sue dimensioni originali. Ragazzi, ma che dolori all’utero peró!

Allattare peró é un gesto d’amore bellissimo. Prendi il tuo bimbo tra le braccia lo avvicini al seno, lui sente il tuo odore e subito si tranquillizza e poi inizia a poppare. Un sacrificio enorme credetemi, ma quanto é bello vederlo poppare e guardarti negli occhi? Un momento unico, tutto vostro. É il momento di vivervi, voi due, lontano da tutto e tutti.

Allatta il tuo bambino e sarai felice!

Bé non é sempre vero. Quante di voi si sentivano stanche fisicamente durante la giornata? Io sí e anche molto. Amanda di notte si svegliava ogni due ore e voleva poppare. Rimaneva attaccata sí e no, una quarantina di minuti. Io ero distrutta, avevo tantissimo sonno, tanto che andava a finire che mi addormentavo con Amanda in braccio. Allattavo Amanda ogni due ore, a volte lei chiedeva di attaccarsi anche dopo mezz’ora o un’ora. Non avevo tempo per riposarmi bene.

Quando allatti sei stanca fisicamente nel vero senso della parola. Nel primo trimestre di vita di Amanda, c’erano giornate che piangevo. Mi sentivo spossata, mi veniva da svenire, ero stanca, mi sentivo triste. Quando allatti non hai tempo neanche di guardarti in faccia a momenti.

Lo sapevate che l’allattamento fa consumare  dalle 300 alle 500 kcal giornaliere?

Waw! Direte voi! Che bello! Ottimo per recuperare in fretta la forma fisica! Non hai neanche bisogno di andare in palestra se con l’allattamento bruci tutte queste energie!

Bé, non é sempre vero. L’allattamento ti fa venire una fame che neanche un leone in mezzo alla Savana che affamato, va in ricerca delle sue prede migliori!  Avevo fame sempre e costantemente. Inoltre, siccome Amanda richiedeva moltissime attenzioni, piangeva e voleva stare sempre in braccio anche quando dormiva, qualunque cosa mi capitasse tra le mani di commestibile, lo ingurgitavo nel giro di mezzo secondo! Brioches, cornetti, cioccolata, caramelle, pane, insaccati, grissini e chi piú ne ha più ne metta! Capitavano anche quelle sere in cui ero sola con le ed io non avevo tempo per prepararmi qualcosa, allora ordinavo del cibo da asporto. Passavo anche sere e bere latte e caffé e mangiare biscotti, perché era la cosa piú veloce da preparare! Ed ecco che i kg che avevo perso con il parto, iniziavo a recuperarli.

Allattare mette a dura prova qualunque mamma, richiede pazienza e sacrificio,  a volte pensi di non farcela, di mollare, ma poi guardi la meravigliosa creatura che hai messo al mondo e tutte le paure e difficoltà svaniscono!

Allattare non é di certo facile, ma é un’esperienza unica.

Passati i primi mesi tutto prende un’altra piega. Ti senti piú felice, hai meno fame, ti senti meno stanca e inizi a goderti l’allattamento nella sua parte migliore. Ti coccoli il tuo bimbo, lui poppa e cerca il tuo sguardo. Giochi con lui e lui ti sorride. Impari ad amarlo, impari a sacrificarti per quella bellissima creatura, ma é un sacrificio che viene ripagato con tantissimo amore.

Quanto é bello vedere Amanda che cerca il mio sguardo tra tanti. Vederla aprire le sue braccia e buttarsi su di me , perché quello che desidera é essere tra le mie braccia e ricevere le mie coccole.

Mi mancheranno questi momenti. Ma ora me li godo piú che posso.

Amanda si nutre di me ed io del suo amore 🎀🎈

 

 

Commenti disabilitati su Allattare tra amore e difficoltá…

Una vita in fascia!

| Babywearing, Bebé, Bimbi, Fascia, Mamme, Maternitá

Care mamme, i vostri bimbi non si vogliono staccare da voi? Appena li mettete in carrozzina scoppiano in un pianto disperato? Quando li prendete in braccio come per magia smettono di piangere?

Non preoccupatevi, il vostro cucciolo ha bisogno di stare a contatto con voi! No, non si tratta di un vizio ma di un bisogno. Il vostro bimbo é cresciuto dentro di voi, per 9 mesi é stato dentro di voi, sentiva la vostra voce e il vostro battito del cuore. Poi all’improvviso si é ritrovato fuori dell’utero, in un nuovo mondo a lui sconosciuto e freddo. L’unica cosa che riconosce é il vostro calore, il vostro odore e la vostra voce.  Non lasciate i vostri cuccioli in balía dei loro pianti. Ascoltate il vostro istinto materno, prendete il vostro cucciolo e tenetevelo stretto, perché questi momenti nessuno ve li restituirá piú !
Cosí le giornate passano, te con in braccio il tuo bimbo. Mangi e hai il tuo bimbo tra le braccia, riempi la lavatrice con il tuo bimbo in braccio, spolveri i mobili con lui tra le tue braccia. É veramente bello tenere con sé il proprio cucciolo peró allo stesso tempo non vi lascia un momento di respiro. Io passai i primi tre mesi di vita di Amanda che praticamente, vivevamo in simbiosi. Giorno e notte. Me la tenevo stretta tra le braccia, lei poppava e dormiva su di me e io me ne stavo sul divano a guardare la tv tanto che a volte non riuscivo neanche a mangiare. Di notte si svegliava ogni due ore per poppare e poco volentieri stava nella sua carozzina. Cosí decisi di tenermela nel lettone in modo che, quando si svegliava, poppava mentre io ero sdraiata, accanto a lei. Solo che con il passare delle giornate io non riuscivo proprio a fare nulla. Il portabiancheria dei panni sporchi era sempre piú colmo di roba da lavare, il letto sempre disfatto, la cucina in disordine ed io non riuscivo neanche a fare una doccia. Quando tornava mio marito a casa da lavoro badava ad Amanda  e finalmente potevo buttarmi sotto il getto d’acqua calda e prendermi due minuti di pausa.
Amanda non aveva neanche due mesi di vita ed io mi ero trovata a vivere con una piccola meravigliosa creatura che aveva bisogno di me, 24 ore su 24. La realtá é che quando si diventa mamme non é come nei film, dove i bambini dormono beatamente nella loro culla, li porti fuori casa in serenitá. I cambi del pannolino non sono rose e fiori, l’allattamento tanto meno. Tra pannolini sporchi, tutine da cambiare, l’allattamento e coccole tra le braccia, ti annulli.
“Ma non te l’hanno mai detto che esiste la fascia??”
Ed ecco che si apre un mondo. Come non averci pensato prima. Perfino al corso pre-parto me lo avevano consigliato ma io, non avevo dato retta al consiglio dell’ostetrica.  Un giorno aprí l’armadio di Amanda e tra i vestiti che mi aveva passato mia sorella per la mia bambina spuntava proprio una fascia. Un lungo, lunghissimo panno di cotone morbido. Mi chiedevo se avrebbe mai funzionato davvero come si diceva in giro. Bé, decisi di imparare il metodo di legatura piú facile.
Ecco. Questo é il risultato. Appena misi la mia bimba in fascia, si addormentó nel giro di pochi secondi!!!!! Un miracolo!!!! Io potevo muovermi in casa senza problemi e la mia bimba se ne stava comoda, al calduccio, protetta dal mio calore e rassicurata dall’odore di mamma!! La fascia che ho io é di marca Medela. Molto lunga ma abbastanza per poter legarmela bene addosso e lasciare che la mia bimba stia comoda. La uso ancora oggi che, la mia bimba ha ben quasi 9 mesi e pesa intorno ai 9kg e mezzo.
La fascia é uno strumento utile per coccolare il vostro bambino, affinché possa sentirsi ancora come quando era nel vostro pancione: rannicchiato e al caldo. Ma non solo, é un toccasana per i bambini all’impresa con le classiche colichette. La posizione permette di far passare i dolori al pancino. La fascia inoltre, mantenendo le gambe del bambino nella posizione “a rana ” permette un buon sviluppo ed una buona apertura delle anche.
Le sue origini risalgono a moltissimi anni fa. Addirittura esistono dipinti dedicati a ció, risalenti all’epoca del Medioevo!
La fascia veniva soprattutto utilizzata dalle donne del Medio Oriente che, costrette a passare tutta la giornata nei campi, non potevano abbandonare i loro bambini perció li adagiavano in lunghi panni di cotone che avrebbero dato loro la possibilitá di dedicarsi alla coltivazione e di tenersi strette i cari figlioli, allattandoli ogni volta che ne avevano la necessitá, pur stando in fascia. Una bellissima idea vero?
Con il passare del tempo poi, questa pratica andó scomparendo, ma non in quei paesi dove di passeggini non vi é ombra, per esempio in Africa. In Occidente, con l’avvento dei passeggini, chi avrebbe mai usato la fascia?
Tuttavia negli ultimi anni sta tornando in voga tale pratica. La maternitá sí é una esperienza, ma é uno stile di vita… é la vita stessa!
Perché allora allontanare mamma e figlio con i passeggini? Certo i passeggini sono molto comodi per quando si va a spasso, mica vorremmo tener i nostri bimbi in braccio spaccandoci la schiena? Peró ecco, che bello sarebbe poter andare a spasso con il vostro cucciolo coccolato a voi, senza faticare per tenervelo vicino vicino?
Ecco che, si torna a vivere il maternage ad alto contatto. Ecco che risorge la pratica del “Babywearing” ossia “indossare il proprio bambino”.
Il Babywearing sta spopolando tra le mamme di tutto il mondo! Sui Social Media vediamo mamme in montagna, nei parchi, al supermercato, al mare, insomma ovunque, con i loro bimbi felicemente rilassati in fascia. No non é una moda. É un toccasana per mamma e figlio, per il loro benessere, per la loro felicitá. É stato riscontrato che il Babywearing sia molto benefico per la vita di entrambi.
In commercio ne esistono di vari tipi. Addirittura si possono fare su misura, in base alla statura della mamma. Troviamo fasce lunghe rigide, elastiche, Mei Tai, Fasce in cotone con anelli e per chi desidera essere piú sbrigativo senza imbattersi nelle varie tipologie di legature ci sono i marsupi, sui quali, consiglio esclusivamente solo quelli ergonomici, ovvero quelli che favoriscono la buona postura del bebé evitando di provocar loro danni. Esistono perfino molte tipologie di legature, nei quali non mi soffermo poiché non sono abbastanza informata ma,
se desiderate sapere di piú su questo fantastico mondo vi consiglio di affidarvi a Licia Negri, autrice del libro “Lasciati Abbracciare”, quale abbraccia il tema a 360 gradi.  Inoltre vi invito a visitare il sito  http://www.babywearingitalia.it/
Personalmente, mi trovo molto bene con la fascia. É stato per me un validissimo aiuto soprattutto nel primo trimestre di vita di Amanda.
E quindi care mamme, il mio consiglio spassionato é: avanti tutta con il babywearing!
Voi utilizzate la fascia? Che fascia avete? Ne avete piú di una? Che metodi di legatura usate?
Aspetto vostri commenti, sono curiosa! Spero vi sia piaciuto il mio articolo, besitos🎀🎈

(Immagine in evidenza:https://www.etsy.com/)

Commenti disabilitati su Una vita in fascia!

I mesi volano..

| Bimbi, Mamme, Maternitá

I mesi volano. Tu hai quasi 9 mesi. Ne abbiamo passate. Il giorno della tua nascita, l’avviamento dell’allattamento, i giorni pieni di pannolini sporchi e te che volevi stare sempre attaccata al seno. Le giornate che non ne volevi sapere di dormire o di stare in carrozzina. Le giornate tra le mie braccia, i tuoi primi sorrisi. Quegli occhi dolci che mi seguono ovunque. Le tue mani che tendono verso me. I nostri abbracci pieni di amore e dolcezza. Cresci giorno dopo giorno.
Le tue prime pappe, quanti piatti rifiutati e quanti cucchiaini sputati. Ma ora sei una bella mangiona, pagnottona mia. Ed il seno non lo abbandoni mai. La nostra coccola prima di dormire. La tua coccola quando ti svegli nel cuore della notte, la richiesta di contatto. Io ti prendo e ti stringo forte a me. E tutto intorno a noi si annulla. Solo io e te, come quando eri nel mio grembo.
I mesi volano e tu ridi sempre di piú. Le tue pernacchie, i tuoi morsi e le tue urla di gioia. Appena ti svegli illumini la stanza e inizi a lallare. Ti amo sempre di piú e tu cresci ogni giorno di piú.
Il tempo sta passando troppo veloce. Che nostalgia dei mesi passati! Ora hai anche imparato a gattonare. Tra poco ti alzerai e percorrerai la tua strada con i tuoi piedi, ma quando vorrai io saró lá a braccia aperte ad aspettarti per tenerti stretta forte a me.
Si salvi chi puó! É finita la pacchia, da oggi mamma e papá iniziano a correre!!! Che emozione vederti gattonare e chissá che emozione vederti camminare!!! Ma godiamoci il momento, il tempo é oro e io me lo voglio godere tutto insieme a te!
Buongiorno amore mio, come sei bella stamattina!
Commenti disabilitati su I mesi volano..

E poi arrivi tu..

| Gravidanza, Maternitá, Nascita, Parto, Travaglio

16 ottobre 2016.
Mi sveglio. Guardo il mio smartphone. Sono le 2:29 del mattino ed io avverto una piccola contrazione. Mancano 9 giorni alla data prevista del parto ma giá da qualche settimana avevo delle contrazioni sporadiche. Riappoggio la testa sul cuscino.
Ore 3:30 mi sveglio con un altra contrazione. Ore 4:15 di nuovo. Questa volta mi accompagna anche il dolore nella zona lombare, alché decido di alzarmi. Avviso mio marito di avere male e vado in soggiorno a guardare un pó di tv e aspetto che il dolore mi passi. Ma il dolore non passa cosí mi spoglio, e mi butto sotto al getto di acqua calda della doccia. Mi rilasso, respiro, mi lascio trascinare dal rumore rilassante dell’acqua. Mi depilo (non si sa mai sia il giorno giusto!) Il dolore pare essersi calmato. Mi vesto e mi infilo sotto le coperte. Ecco, un altra contrazione! E cosí le contrazioni iniziano a susseguirsi, arrivando ogni 15 minuti, poi 10, poi 5. Sono le 6, siccome le contrazioni sono del tutto sopportabili decido di aspettare. Le contrazioni questa volta si ripetono ogni 3/4 minuti. Sveglio mio marito: ” Amore misá che é ora, preparati andiamo in ospedale!” Mio marito scatta dal letto, si infila i primi due stracci, recupera i borsoni e si parte!!! L’ospedale é dietro casa, per cui in 2 minuti arriviamo.
Il sole stava sorgendo. Quanto amo il colore del cielo alle 6 e 30 del mattino. L’aria porta con sé un pó di nostalgia del giorno prima e tanta gioia nell’arrivo di un nuovo giorno, il nostro giorno! “Forse questo sará l’ultimo giorno che sarai dentro me”. Pensavo con me stessa e ne ero quasi sicura.
Arrivo in reparto maternitá e comunico quello che mi stava succedendo. Mi accompagnano in una stanza dove decidono di farmi il tracciato. Le contrazioni si ripetono ma non a ritmo costante, come a casa. Forse non era l’ora e forse mi avrebbero mandata a casa.
Il tracciato termina una mezzoretta piú tardi, l’ostetrica mi manda a fare un controllo interno. “Speriamo sia questo il giorno, io sono pronta, non possono mandarmi a casa, voglio conoscere oggi la mia bimba!”. Attendo in sala d’attesa, nel frattempo giunge una signora che ha rotto le acqua a casa, mi sorride e con uno sguardo pieno di amore materno mi dice: “stai tranquilla, ci sei, entro oggi darai alla luce la tua cucciola!”. La ringrazio per le parole rassicuranti e ricambio il sorriso.
Arriva l’ostetrica. Era ora del controllo interno. Mi allontano dalla sala d’attesa e da mio marito, con il cuore a mille e i dolori che giungevano. Incontro una ginecologa non molto sorridente ma  mi fa accomadare e mi visita.”Sì Sí, 3 cm possiamo ricoverarti!” . Dentro di me ho urlato “Si!! Evviva, partoriró !!!!” . Il cuore in gola, le mani che tremavano, il sorriso che mi riempiva lo sguardo di gioia!!! Era il giorno x, stavo per conoscere la mia piccola. Anche io stavo per diventare ufficialmente una mamma, la mamma della mia piccola Amanda. Ritorno da mio marito e comunico immediatamente la novitá. Iniziamo ad avvisare mia sorella e sua mamma.
Mi portano in stanza, io non riesco a darmi pace, il cuore scoppia di gioia, mando un messaggio ad un gruppo di amiche, future mamme anche loro, che il giorno tanto atteso per me era arrivato. I dolori vanno e vengono, sono sopportabili, sono paragonabili ai dolori mestruali del primo giorno di flusso. Ma non sapevo ancora cosa mi avrebbe riservato la giornata! La ginecologa durante la visita mi ha perfino detto che non ero ancora entrata in travaglio attivo. Il travaglio attivo giunge ai 4 cm di dilatazione per cui, mi domandavo come sarebbero stati i dolori del travaglio attivo. Ma non c’é tempo per farsi prendere dall’ansia anche perché verso l’ora di pranzo entro proprio in travaglio attivo. Ecco che il dolore si accentua. Decido di passeggiare nel corridoio. Vedo le mamme che giá hanno con sé i loro piccoli. Quanto amore c’era in reparto. I neonati che trovavano rassicurazione nelle braccia della loro mamma, i papá felici, gioiosi di quelle nuove vite.
I dolori. Protagonisti della giornata, non mi davano piú pace ormai. Fortuna che con me c’é mio marito. Mi abbraccia, io mi poggio sulla sua spalla, lo abbraccio, mi aiuta a respirare, mi massaggia la schiena. Quanto adoro stare nelle sue braccia. Solo con lui riesco a gestire il dolore delle contrazioni. Le ore passano cosí, accanto a mio marito, nel corridoio del reparto. Insieme a noi c’é mia sorella e la mamma di mio marito che aiutano a rallegrare la situazione.
Ore 16:30. I dolori sono insopportabili. Decido di farmi visitare. Sono arrivata a 6 cm di dilatazione. L’ostetrica mi comunica la disponibilità di una sala parto e mi invita a continuare lá il mio travaglio, ma prima mi consiglia di farmi una bella e lunga doccia calda per favorire la dilatazione completa. Io ci provo ma dopo un quarto d’ora non riesco piú a reggermi in piedi per i dolori.
Entro in sala parto. Corro il piú che posso per aggrapparmi alla sedia perché il dolore é cosí forte che mi piega in due e sono costretta a inginocchiarmi. E come una raffica di vento, come un martello pneumatico le contrazioni diventano sempre piú intense. Non posso respirare un attimo. Non posso rilassarmi molto, perché al termine di una contrazione ne ha inizio una nuova. Eppure non bastava. Le contrazioni continuavano a essere non costanti. Mi iniettano ossitocina. Non avrei immaginato, mai e poi mai dei dolori ancora piú forti che mi sarebbero arrivati dopo.
Inizia l’inferno vero e proprio. I dolori del travaglio prima di provarli, sono inimmaginabili. Ogni posizione non mi aiuta a gestire il dolore. Sudo, il cuore batte sempre piú veloce. Stringo tra le mani il cuscino. Urlo, con tutte le mie forze. Affondo il mio viso sul cuscino e urlo piú che posso. Spingo. Niente. La mia bimba non riesce a uscire. Mi trascinano in bagno. Io non avevo le forze di stare in piedi. Mi veniva da svenire. Chiedo di essere rinfrescata. Inizio a vedere bianco ma con due schiaffi ritorno in me. L’ostetrica mi fa spingere in bagno, per sfruttare al meglio la forza di gravitá. Niente. Ritorno sulla poltrona del parto. Mi metto i carponi. Urlo e spingo. I dolori mi bloccano la schiena, la pancia. Ogni volta che arriva la contrazione l’ostetrica mi chiede di spingere, ma il dolore é cosí forte che non riesco a spingere come vorrei.
Il sole tramonta. Sono le 7 piú o meno. Continuo a guardare l’orologio e spero che arrivi il momento della tua nascita. Sudo, urlo, mi tremano le gambe. Mio marito cerca di farmi forza ma io sono esausta  e grido “Non ce la faccio piú!”. Sono stremata. Soffro da morire, mi sembra di impazzire. Mi sento morire. Mi viene da piangere, sto per avere un crollo emotivo. L’ostetrica e mio marito mi rassicurano che presto vedró la mia bambina ed io, lo speravo con tutto il cuore perchè i dolori mi stavano facendi cadere in mille pezzi.
Poi, mi ritrovo a guardare la luce sul soffitto, urlo. Vicino a me c’é la ginecologa che mi consiglia di tenere lunghe le spinte, piú che posso. Lo faccio. Urlo e urlo ancora. In un attimo mi  sento svuotata.
Ore 21:36. Alzo lo sguardo. Mi appoggiano al petto la mia bambina. Mio marito piange di gioia. Ed io non potevo credere che finalmente l’inferno era passato. Avevo la mia bimba tra le braccia. Incredula. Come faceva a esserci una creatura cosí meravigliosa dentro di me. Com’é bella. I suoi occhi che cercano i miei. La sua testa appoggiata al petto. Sentirá il battito del mio cuore. La tocco. Sento le sue mani, le sue gambine. Amore mio!!! Ti ho tenuto dentro di me e ora sei davanti a me. Quanto tempo ti ho desiderato. Troppo. Dio non poteva riservarmi cosa migliore di te. Ti amo. Prometto di starti accanto sempre, prometto di stringerti a me ogni notte, ogni giorno. Tu sei me ed io son te. É nata la mia bambina e fuori da quella stanza per me ormai non contava piú nulla. Ho donato a lei il mio cuore. La mia ragione di vita. Ho amato sentire i tuoi calci dentro me ma ora amo ancora di piú il tuo profumo, i tuoi occhi. Ti amo, per sempre lo faró.
Commenti disabilitati su E poi arrivi tu..

Concepimento: i test di ovulazione!

| Concepimento, Desiderio di maternitá, Gravidanza, Maternitá, Senza categoria, Test di ovulazione

E ora che avete deciso di avere un bambino, da dove partire?
Lo sappiamo bene tutti, cari lettori, cosa serve e come si fanno i bambini. Ma a volte rimanere incinta al primo colpo diventa difficile. Magari abbiamo anche un ciclo lungo ed impreciso, per cui fare affidamento al calcolo classico secondo cui, mediamente al 14° giorno di ciclo la cellula uovo é pronta per essere fecondata, diventa insicuro e controproducente. Oggi poi, esiste anche la possibilitá di scaricare nel proprio smartphone alcune app che tengono per te il conto della lunghezza del tuo ciclo, ti calcola la data di inizio del prossimo ciclo ed infine ti tiene presente quali giorni sono migliori, ovvero quali sono i giorni fertili, per poter concepire siciramente. Ma tu sei talmente sfigata che neanche le app possano aiutarti a realizzare il sogno di diventare mamma!
Sará per lo stress che non rimango incinta? Magari devo tenere alzati i glutei per un pó dopo aver avuto un rapporto, affinché gli spermatozoi raggiungano la cellula uovo? Dovrei forse mangiare cibi specifici per rendermi piú fertile? Dovremmo farlo più volte al giorno? Mille dubbi che assillano la nostra mente e di certo le ricerche su Google non aiutano, facendo mandare il nostro cervello in tilt.
Anzitutto: CALMA!
Come diceva Mika, in una sua canzone? Ah sí: “Relax, take it easy!” (Ammettetelo, l’avete letto cantandola)
Secondo: certo, lo stress non vi aiuterá. Come ben sappiamo lo stress produce alte quantitá di cortisolo (conosciuto appunto come l’ormone dello stress) che vi potrebbe causare insonnia, instabilitá emotiva, stanchezza e via dicendo. Per cui, sedetevi, sorseggiate una camomilla calda, cacciate via i pensieri che vi provocano stress e ripartite! Il consiglio spassionato che vorrei darvi, é quello di vivere nella maniera piú istintiva e naturale possibile l’amore con il vostro partner! Non rendete un atto cosí bello in un “lavoro meccanico”.
Se comunque poi, volete a tutti i costi sapere quando ovulate, in estremis potete utillizzare i fatidici TEST DI OVULAZIONE.
CHE? COSA? TEST CHE?
Avete letto bene carissimi, i test di ovulazione! Sono dei test che rilevano la presenza dell”ormone LH, l’ormone responsabile dell’ovulazione.  Si utilizzano come dei normali test di gravidanza. Io stessa li ho utilizzati per poter sapere indicativamente quali giorni potevano essere utili al fine di concepire. Ma OCCHIO! Anche questi strumenti non devono essere fonte di stress. Io consiglio di utilizzarli per 1/3 cicli, cosicché possiate monitorare il vostro periodo ovulatorio.
Ne esistoni vari in commercio. Io li ho utilizzati per due volte ( la seconda volta rimasi incinta!).
La prima volta utilizzai i test di ovulazione della Clearblue.
Ho comprato questi rosa. Una confezione contiene 10 test: sono dei mini stick che vanno utilzzati con il lettore dei test. Non é il massimo, ma se ci si organizza, sono soldi ben spesi. Sempre all’interno della confezione si trova il foglietto in cui vi é la spiegazione di quando iniziarli ad utilizzare (in base alla lunghezza media del vostro ciclo) e in quale momento migliore della giornata (questi per esempio, andrebbero fatti al mattino appena alzate).Inoltre, se siete nel periodo in cui, il momento dell’ovulazione si sta avvicinando, il test dará un bel faccino sorridente 🙂 nel mini schermo ,  ció vuol dire che il test avrá rilevato nelle vostre urine l’ormone LH, altrimenti se non siete ancora vicine all’ ovulazione, comparirá una faccina triste 🙁 . Quando finalmente avrete la faccina sorridente, le istruzioni dicono che avrete un tempo minimo di 24 ore (tempo di sopravvivenza della cellula uovo) ad un massimo 36 ore (tempo in cui sopravvive lo spermatozoo ) per poter concepire.
La seconda volta invece, decisi di comprarli su internet. Si chiamano test di ovulazione canadesi, costano veramente pochissimo e puoi scegliere te quanti prenderne. Io ad esempio, convinta che li avrei usati tutti, ne ho presi ben 50 (avanzati circa la metá). Insieme ai test di ovulazione ho anche ricevuto dei test di gravidanza.
Questi, a differenza dei clearblue non hanno il lettore degli stick come vedete dall’immagine ma il suo lavoro lo fanno. Dato che non hanno il lettore, non ci sará né una faccina sorridente, né una triste ma solo due semplici linee. Una linea ci sará sempre, é la linea di controllo. L’altra riguarda l’ormone LH. Più si é vicino all’ovulazione maggiore sará l’intensitá della linea. Il colore di tale linea peró dovrá essere di intensitá maggiore uguale a quella di controllo. Se cosí non fosse, quindi se la linea dell’ormone LH fosse piú chiara di quella di controllo, significa che siamo ancora lontane dall’ovulazione quindi dovremmo ripetere nei giorni successivi il test fin quando non saranno uguali di intensitá. I test canadesi, non vanno fatti con la prima urina del mattino ma é consigliato farli in tarda mattina o dopo pranzo. Io ler esempio li facevo sempre intorno le 12 e le 14.
Ecco come funzionano i test di ovulazione. Spero di essere stata esauriente, ma se cosí non fosse stato, potrete farmi domande, sperando possa esservi di aiuto!
E ora cari lettori e cari lettrici, andate e moltiplicatevi!
Commenti disabilitati su Concepimento: i test di ovulazione!

Il desiderio della maternitá

| Desiderio, Desiderio di maternitá, Mamme, Maternitá

Arrivati ad un certo punto della nostra vita scatta qualcosa.
Non sappiamo spiegarcelo, arriva come un fulmine a ciel sereno, come un uragano che ti travolge e ti porta con sè nel suo vortice.  Inizi a guardarti in giro e noti solo pance, pancine, pancione, passeggini, senti neonati piangere e vedi i bambini imbattersi nelle loro prime camminate. E poi, ti ritrovi un momento sola con te stessa e pensi: mi sento vuota! Qualcosa manca nella mia vita, non mi sento completa.
Sfiori la pancia e pensi: e se mi sentissi cosí perché in realtá voglio diventare mamma?
I tuoi piani per il futuro iniziano a vacillare. Desideravi collezionare quante più lauree possibili, investire il patrimonio personale in una piccola attività imprenditoriale, organizzare viaggi insieme all’uomo della tua vita, ma ora un nuovo pensiero trova spazio nei tuoi desideri più grandi, tanto da potergli permettere di mettere al secondo piano, se non direttamente in fondo la lista, gli altri progetti che avevi in mente.
 Voglio un bambino!!! Lo pensi ad alta voce, lo sogni di notte. Inizia a diventare un pensiero fisso.
Quel pensiero che ti martella la testa tutti i giorni, il tuo primo pensiero la mattina e il tuo ultimo la sera. Immagini di svegliarti con un nanerottolo che ti chiama Mamma, di andare in giro per la cittá spingendo un passeggino e di incontrare la gente che sorride a te e al tuo bambino e lo contempli.
E quando ti ritrovi al centro commerciale della tua cittá ti soffermi davanti alle vetrine allestite con body, tutine, bavaglini, trio, fasciatoi, culle e in quell’istante la tua mente é lá a immaginare la tua casa con le cose esposte in vetrina e pensi a quando cambierai pannolini, a quando sceglierai i completini da mettere al tuo bambino, oppure a quando lo osserverai dormire beatamente nella sua culla.
É strana la vita… guardiamo il nostro passato e vediamo noi adolescenti passare le giornate a immaginare noi stesse con il ragazzo che tanto ci piace,  subito dopo siamo diventate grandi e ci immaginiamo con una famiglia. Passa il tempo ma il nostro hobby preferito rimane lo stesso: fanstasticare sul nostro futuro.
Ma fantasticare sulla gravidanza non é cosa qualunque. Inizi giá ad amare il tuo pancione, ad amare la vita che crescerá in te, ami giá la persona che avrá con sé per sempre il tuo cuore!!
Desiderare un bambino significa essere pronte  a dedicarsi a una piccola creatura indifesa che avrá bisogno di te, a strapparsi un pezzo di cuore sapendo che questo pezzo di cuore un giorno lascerá il tuo nido.
E solo Dio sa la tempesta di emozioni che porterá la nascita di un bambino!
Commenti disabilitati su Il desiderio della maternitá