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Gravidanza

Che cosa aspettarsi quando si aspetta…. il secondo bimbo!

| Bebé, Bimbi, Blog, Blogger, Desiderio, Desiderio di maternitá, Gravidanza, Mamma blogger, Mamme, Maternitá, Test di gravidanza

Pensavo che dopo Amanda, il mio caro istinto materno e il desiderio di maternità sarebbero andati a farsi benedire e invece, dopo i due anni di Amanda sono riaffiorati. Un giorno all’improvviso, nel mio cuore sentii nuovamente quella fitta al cuore: desideravo regalare ad Amanda un fratellino/sorellina. Ci pensammo a lungo io e mio marito, poi arrivò il fatidico giorno che ci guardammo negli occhi: era arrivata l’ora! Neanche il tempo di dircelo che il 12 aprile ( 4 giorni prima del giorno del presunto ciclo) il test di gravidanza ci annunciava l’arrivo di una nuova gravidanza. Feci il test così in anticipo poichè iniziai a soffrire delle maledette nausee… penso sin dal giorno del concepimento (che sfiga!).

Bene, evviva!! Urrà!! Urlavo per tutto l’appartamento piena di gioia, mio marito era al lavoro ma ad Amanda le feci vedere il test e le dissi che quel “coso” ci stava dicendo che dentro la pancia di mamma c’era un bimbo. Amanda sorrise, la prese molto bene era emozionata!

Già dal momento in cui sognai quel secondo positivo mi chiedevo cosa mai avessi potuto aspettarmi. Rivivere il positivo, le prime ecografie, sentire per la prima volta il cuoricino che batteva, vedere di nuovo la pancia crescere.

Mi sarei aspettata una gravidanza coi fiocchi, questa volta non avrei voluto perdermi nulla e godermi ogni singolo giorno. Sperare che passasse il più lento possibile, anche perchè questa sarebbe stata l’ultima volta che avrei portato in grembo un bimbo.

Impacchettai il test e quando arrivò mio marito dal lavoro glielo feci consegnare tramite Amanda. Era tutto vero, per davvero! Dentro di me avevo di nuovo una vita che cresceva in me! Poi la paura mi fece visita: e se non fosse il momento giusto? E se inizierò a trascurare Amanda? E se Amanda poi avrebbe iniziato a non accettare il fatto che dentro di me ci fosse un altro bimbo?

I mesi passavano. Soffrivo di nausee e Amanda ancora non andava all’asilo. A volte mi trovavo costretta a stare sul divano per via del malessere. Mi aspettavo che Amanda avrebbe iniziato a fare capricci e a starci male, invece non appena mi vedeva stare male, capiva che avevo male allo stomaco e si sdraiava accanto a me per coccolarmi mentre guardavamo i cartoni. Mai avrei pensato che la mia bimba di soli 2 anni e mezzo capisse la situazione. Invece si è mostrata dolce e comprensiva sin dall’inizio.

La pancia cresceva e Amanda iniziava a rendersi conto che dentro di me davvero c’era un bimbo. Iniziò a parlare con la pancia, a farle le coccole e a darle tanti baci. Ero così contenta che Amanda l’avesse presa bene! Mai mi sarei aspettata questa sua reazione positiva. Pensavo che avrebbe fatto tutto l’opposto (ma la vera prova sarà quando Manue uscira fuori dalla pancia!).

Mi sarei aspettata una gravidanza coi fiocchi. Per ora è stato così! Fino ad adesso sono riuscita a godermi ogni istante. Mi dicevano che sarebbe passato in fretta e che io non mi sarei goduta nulla per via di Amanda. Invece non è stato così! Amanda è autonoma, gioca da sola, mangia da sola. Non abbiamo avuto neanche particolari problemi con lo spannolinamento ed inoltre ha accettato il fatto di dover dormire nella sua cameretta. Così io ho potuto coccolare il mio pancione e godermi ogni singolo calcetto.

Poi scoprimmo di aspettare un meraviglioso maschietto: eravamo al settimo cielo! Anche Amanda è rimasta estasiata alla notizia!

Non posso davvero lamentarmi di nulla. La mia bimba è felice, fa finta di parlare con il suo fratellino e guai a non dargli il bacio della buonanotte!

Fortunatamente sto vivendo una esperienza bellissima, non posso davvero che ritenermi fortunata.. per ora.

Adesso rimane solo che pensare.. cosa ci si aspetta quando nascerà…. il secondo bimbo!

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Lo strano e bizzarro mondo delle mamme blogger

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Buongiorno care mamme ♥️

Dopo un anno forse forse, metto naso nel mio blog. Ma questa volta voglio mostrare la me polemica.

Un anno fa mi iscrissi su Instagram con il nome di “una.mamma.da.blog”. Proprio come diceva il nome del mio username, mi ero iscritta allo scopo di diventare una mamma blogger. Ecco, è proprio qui che mi si aprì un mondo a me sconosciuto e che ahimè scoprii poi che non mi piaceva affatto. Ma voi penserete, ma come mai?

Ora vi spiego. Entrai nella cerchia delle mamme. Iniziai a seguire mamme di tutta Italia. C’era chi mi ricambiava il follow e chi no ma fin qui, nessun problema.

Ma il bello doveva ancora arrivare. Alcune delle mamme che seguivo incominciarono ad inviarmi in direct alcune richieste. Mi chiedevano se avessi voluto fare parte di alcuni gruppi di scambio like, commenti e follow. Che??? Davvero?? Mi feci spiegare come funzionavano e da lì apriti cielo. In un batter d’occhio mi ritrovai in vari gruppi nei direct che poi si estesero a dei gruppi scambio like,commenti e follow su Telegram. Mi ero imbattuta in circa una ottantina di gruppi. Tutti con regole e punizioni diverse a seconda degli errori che commettevi. Questo sistema mi garantiva ad ogni post centinaia di commenti e più di 500 like. Il numero di seguaci aumentava ogni giorno tanto che nel giro di pochi mesi mi ritrovai con più di 2000 followers .

Ci credete ?? Ebbene sì è la verità. Perdevo ore dietro ad uno stupido Android a recuperare like e commenti per riceverne altrettanti. Addirittura in alcuni gruppi ho trovato persone che vivono nella mia stessa città !!!!!

Assurdo vero ????  Proprio assurdo. Pensare che magari chi non è in questi giri, osservi come molte (e dico molte) persone abbiano tutti questi like e commenti per non parlare dei follow.

Ovviamente il gioco ha retto pochissimo perché di tempo da sprecare in queste cose idiote non ne avevo. Però è proprio assurdo notare come certe mamme vogliano a tutti i costi entrare in questo sistema per accrescere i propri followers in modo scorretto perché, credetemi, a più dell’80% dei followers che raccatti non importa una beata mazza della tua vita da mamma e delle tue foto, ma lo fa solo perché le regole di quel gruppo richiede determinate cose.

Assurdo vero ??? E trovo ancora più assurdo come questo sistema regga ancora. Io a fine della scorso anno sinceramente dalla vergogna ho deciso di eliminare il mio amato profilo, colmo di bellissime foto ma che ahimè non si addicevano alla persona semplice e corretta che sono. Per cui ora ritorno dopo un anno, nelle vesti di una mamma, che ha il desiderio di sfogare i propri sentimenti su questo blog costruito con tanto amore e chissà se potrà piacere a qualcuno di voi… Lo spero tanto !

Ora ho un altro profilo, semplice senza grande pretese, senza scadenze senza obbligo di pubblicare determinati post, insomma.. sono io e basta !!

Aprite gli occhi care, Instagram è una vera e propria fogna credetemi, di persone vere e autentiche ve ne sono bene poche.

Se volete approfondire l’argomento, scrivetemi pure !

Besitos ❣️

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Nusea in gravidanza, come l’ho affrontata io!

| Gravidanza, Mamme, Maternitá

Ciao bellezze e bentornate sul mio blog! Oggi affronteremo insieme un piccolo problema che colpisce tantissime ragazze in gravidanza: la nausea! Io sono stata tra quelle sfortunate e ahimè ne sono stata colpita! Pum! Colpita e affondata!

 Ricordo ancora come se fosse ieri quella mattina: 29 febbraio 2016, ero a 5+0 settimane. Quella mattina avevo l’appuntamento dal ginecologo per fare l’ecografia. Mi alzai e improvvisamente mi venne una nausea tremenda. Pensai di avere la nausea per l’agitazione (io ho sempre la nausea quando sono agitata, per esempio mi viene sempre prima di affrontare un esame universitario), perciò la presi con superficialità. Durante l’ecografia la nausea mi passò, per cui c’erano tutti i presupposti che fosse solo nausea per l’agitazione. Ma appena uscii dallo studio per recarmi insieme a mia sorella al bar a fare colazione, mi tornò. “Oh mio Dio, devo scappare in bagno a vomitare!”, comunicai a mia sorella. Ma in bagno non ci andai, perchè mi vergognavo a vomitare in un bagno di un bar. Riuscii a malapena a mangiare il croissant, il succo non lo toccai minimamente. Cosí mi feci portare a casa e appena varcai la soglia di casa, mi buttati sul letto, mi misi sotto le coperte, tv accesa e addio vita sociale.

 La nausea non mi mollava un attimo, neanche di notte. Ogni minimo movimento di mio marito nel letto mi scombussolava lo stomaco ancora di più. Passavo le giornate a letto a guardare serie tv, cartoni, film, reality e chi piú ne ha, più ne metta. Mio marito si ritrovò da un giorno all’altro a dover spadellare e pulire la cucina. Andava al lavoro e mi lasciava a letto, tornava da lavoro e mi ritrovava ancora a letto. La nausea era talmente forte che se solo cercavo di scendere da letto, aumentava ancora di più. Una sensazione orribile, fastidiosa. Il mio ginecologo mi rassicurava e mi diceva che la nausea era un ottimo segno che la gravidanza procedeva a gonfie vele (la nausea é correlata all’aumento dei valori dell’ormone della gravidanza, conosciuto come beta hcg), ma non bastava a farmi stare bene, anche perché la nausea l’avevo Io, mica lui!

C’erano giorni che avrei voluto strapparmi lo stomaco, altri che volevo piangere, altri ancora che mi rassegnavo, insomma un disastro. Poi ho digitato su Google: “rimedi contro la nausea gravidica” e non vi dico quanti rimedi ho letto: crackers, grissini, foglie di menta, ghiaccioli antinausea, zenzero (ma a chi piace lo zenzero ?)…. Le foglie di menta non le avevo, lo zenzero non mi piace, dei ghiaccioli non ero convinta…

Poi arrivata a 9+0 é successo quello che non avrei mai voluto: il vomito !! Eh no, non ci voleva proprio. Ma il bello é che non vomitavo tutte le mattine ma solo una mattina a settimana. Appena aprivo gli occhi, sobbalzavo dal letto e di corsa in bagno a rimettere… il nulla. E che mica finiva lá. Non mi faceva sentire meglio, perché la nausea non passava proprio.

“Santo cielo, quando finirà questa sofferenza!” pensavo. Sembrava di non vedere mai la luce in fondo al tunnel.

Poi scoprí che l’acqua frizzante e il sorbetto al limone mi sollevavano dalla nausea. Ebbene sí, avete letto proprio bene. Con me queste due cose funzionavano. Badate bene peró, non mi fecero passare la nausea ma in certi momenti mi facevano stare meglio. Ma che bontà il sorbetto al limone, me ne stavo bene sotto le coperte a guardare la tv e trangugiare vaschette di sorbetto.

I giorni passavano, con me le nausee che mi tenevano tristemente compagnia quando arrivata alla mattina della settimana 14 e 1 giorno mi svegliai SENZA NAUSEA! Una sensazione bellissima, mi sembrava di rinascere ! Finalmente le nausee erano sparite e io potevo godermi in serenità la gravidanza!! La luce in fondo al tunnel, esiste davvero !😂

Diciamo che io la nausea non l’ho combattuta, ma ho cercato dei rimedi per affrontarla e riuscire a gestirla al meglio possibile, anche se la nausea é stata davvero debilitante. Non penso che esista un vero metodo per sconfiggerla, ma solo per attenuarla. Perciò quello che mi sento di consigliarvi é di non abbattervi, tenete duro, che prima o poi queste maledette nausee spariranno !!

E per voi, quali sono stati i rimedi che avete usato per attenuare la nausea, se ne siete state colpite? Commentate!😊

Spero vi sia piaciuto l’articolo. A presto 🎀🎈

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Il Richiamo Degli Angeli, un augurio per la dolce attesa !

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Ciao carissime e ben tornate sul mio blog! Oggi vi parleró finalmente del chiama angeli che mi é stato gentilmente spedito dall’azienda Richiamo Degli Angeli.

 Ho ricevuto il “Richiamo Degli Angeli” appartenente alla “Luxury Collection” : una collana ad anelli fini, prodotta in argento 925, con la bola dal design avvincente, molto fine e grazioso, creato apposta per poter intravedere all’interno il sonaglino. La bola poi, ha inciso intorno a sé il nome della collana, ovvero Richiamo Degli Angeli.

Ma la specialità di questa collezione é che le collane hanno un ciondolo a forma di angioletto. Rosa per chi é in attesa di una femminuccia e azzurra per chi é in attesa di un maschietto. La mia ha il ciondolino rosa perché ho una femminuccia! A rendere unico il Richiamo Degli Angeli si aggiungono i brillantini che danno un tocco di originalità alla bola: brillantini rosa per chi aspetta una femminuccia e brillantini azzurri per chi aspetta un maschietto.

Il fatto che sia prodotto in argento 925 permette alla collana di mantenersi in ottimo stato. Non parliamo di quei semplici ciondoli da quattro soldi che poco tempo dopo dal suo utilizzo perdono colore e lasciano quel brutto colore sulla pelle, andando a rovinare persino il gioiello. Non parliamo neanche di quei chiama angeli che hanno la collana in corda. Il Richiamo Degli Angeli, grazie al fatto che viene prodotto con l’argento 925, é molto resistente e rimane molto fine e delicato all’occhio di chi lo guarda.

Con il movimento, la bola viene leggermente percossa ed il sonaglino emette un suono dolce, angelico e rilassante. Si narra che il suo suono giunga al feto. Sapete che cosa cela dietro questo gioiello? Se non lo sapete cliccate qui ➡️https://unamammadablog.altervista.org/il-richiamo-degli-angeli/.

Il Richiamo Degli Angeli é un ottimo pensiero da donare alla vostra compagnia, moglie, amica, sorella, cugina.. insomma a chiunque sia in dolce attesa che vi sta a cuore! Tutte le donne in gravidanza si meritano questo splendido gioiello!

Ora vi lascio qualche foto di alcuni ciondoli Richiamo Degli Angeli, appartenenti alla collezione classica.

Regalo perfetto per chi desidera la dolce attesa! Simbolo di fertilità e serenità.
Ciondolino unico, un angioletto raffigurato chiama amore.
Per chi è in attesa di una femminuccia, il ciondolo è simbolo di amore e di protezione.
Chiama angeli per chi è in attesa di un bel maschietto.
Perfetto per i primi mesi di gravidanza, è simbolo di gioia e tranquillità.

 

Il Richiamo Degli Angeli, non è nato per caso. La storia della sua nascita e della nascita di questa azienda vi toccherà il cuore. Dietro questi magnifici gioielli vi è un passato di sofferenza e tristezza, ma che sorprendetemente, ha un bellissimo lieto fine ! Leggete la sua storia :https://unamammadablog.altervista.org/come-e-nato-il-richiamo-degli-angeli/ .

Inoltre, se volete sapere di più sui Richiamo Degli Angeli, vi invito a visitare il sito https://www.richiamodegliangeli.it/

Spero che il mio articolo vi sia piaciuto. A presto 🎀🎈

 

 

 

 

 

 

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Come é nato il Richiamo Degli Angeli?

| Desiderio, Desiderio di maternitá, Gravidanza, Maternitá

C’era una volta, non molto tempo fa e più precisamente nel 2004 una coppia che si amava alla follia. Una donna ed un uomo, stretti tra loro da due cuori che battevano all’unisono. Il loro amore era così travolgente, che si completavano, l’uno con l’altra.

Ma arrivó un giorno che quest’amore aveva bisogno di un nuovo cuore, per rafforzare e il dolce suono dei loro cuori. E perché non pensare ad un piccolo cuoricino che avesse bisogno del loro affetto, dei loro sorrisi e delle loro coccole? Il desiderio della cicogna diventava reale. Decisero cosí di iniziare a provare ad avere un bambino.

Passavano i mesi e la cicogna non si faceva vedere. Non pensavano che potesse essere così difficile.

Passava un anno, la cicogna non arrivava ancora. Lei e lui iniziarono a sottoporsi a degli esami, per capire se ci fosse qualche problema di fertilità. Paura, angoscia, delusioni, domande senza risposta e scoraggiamento erano all’ordine del giorno. Era difficile accettare che uno dei due potesse avere problemi a concepire. Poi arrivarono i risultati: avevano riscontrato in lui un severo grado di Varicocele. Sarebbe stato difficile concepire, difficilissimo. Il mondo all’improvviso crollava loro addosso. Come era possibile? Perché il destino é beffardo?

Quando ti sottoponi agli esami di fertilità ti senti impotente. Vorresti che andasse tutto per il meglio, non ci si può immaginare ad essere incapaci di procreare. Dovrebbe essere la cosa più facile al mondo e invece….. Come poteva lui accettare il fatto di non poter dare dei figli alla propria lei? E lei, come poteva accettare il fatto di non poter accogliere dentro sé una nuova vita, il frutto del loro amore?

I giorni passavano, ci si trascinava addosso l’amaro sapore dell’impotenza. Il pensiero di avere tra le braccia una creatura era sempre presente nei loro cuori. Così a lui venne proposta una cura e  fissato l’appuntamento per sottoporsi all’operazione, con la speranza che l’affezione sparisse. L’operazione non portò nulla di buono agli effetti sperati. Ma la speranza è l’ultima a morire no? Il 2006 vide lui sottoposto ad una seconda operazione, che sfortunatamente diede il colpo di grazia: “Signore, lei non può avere figli, è sterile”.

Una frase che nessuno meriterebbe di sentire. Se la speranza è l’ultima a morire bè… purtroppo il sogno di avere un bambino naturalmente morì insieme a questa speranza. Non ci si poteva però arrendere ad un sogno così grande. L’istinto della genitorialità è un istinto primordiale. La realtà più bella che possa esistere, quella di vedere davanti a te una piccola meraviglia che ti guarda con gli occhi dell’amore.

L’autunno del 2007 avrebbe portato loro la possibilità di avere un figlio tramite l’inseminazione in vitro.

Quell’anno sembrava interminabile. L’estate era alle porte e lei avrebbe dovuto sottoporsi alla laparoscopia per accertarsi che le tube fossero entrambe aperte. Ma prima di fare questo esame, aveva voglia di distrarsi. Non aveva più intenzione di rattristarsi, aveva chiesto a lui di lasciare perdere medicine, stick ovulatori e lo invitava a trascorrere una settima al mare, lontano dai problemi, dalle paure, dalla rabbia.

L’Isola D’elba e nient’altro.

Una sera, tra le vie di bancarelle e negozi di Marina Di Campo, vennero attratti da una collana con un ciondolo tintinnante, lei curiosa si avvicinò. “Signora sono i Chiama Angeli, lo indossi, portano fortuna! Miraccomando, però ci deve credere!” disse il venditore. Il suo Lui non esitò un attimo e volle subito acquistarlo. Quello era un piccolo regalo, per tutto quello che stavano passando, con la speranza che questo ciondolo avrebbe portato loro fortuna e serenità.Così il venditore prese la collana e mentre gliela stava per mettere al collo le disse per ultimo: ” Esprima tre desideri”. Come non desiderare una gravidanza? Ormai era il suo primo desiderio, un sogno che si faceva attendere già da lungo tempo.

Nei giorni successivi, lei, che continuava a pensare a quella sera in cui, acquistò quella collana, faceva sempre suonare quel dolce sonaglino e sperava con tutto il cuore che il suo desiderio si avverasse.

21  giugno 2007, la vacanza era finita già da una settimana. Era una tipica mattina estiva, la prima mattina che avrebbe annunciato l’inizio di una nuova estate, poi quello stick. Quel piccolo test che le annunciava: ” Certo cara, aspetti un bambino!”. Tra stupore e incredulità, dentro di lei stava crescendo il frutto del loro amore. Scoppiò in un pianto di gioia! Erano riusciti a concepire naturalmente, avrebbe scampato all’inseminazione in vitro, perché lei era incinta!

Una gioia indescrivibile, il sogno si era avverato. Quella collana aveva seriamente portato fortuna! 💎💜

Il chiama angeli é stata la scoperta piú bella della sua vita, lei aveva creduto in quel chiama angeli e qualche angelo lassú, aveva esaudito il loro desiderio di avere una bambino.

Lei, ha un nome. Si chiama Daniela e questa é la sua storia. Daniela é la fondatrice del Richiamo Degli Angeli. Dal momento in cui vide quel test positivo, pensó di creare dei chiama angeli, che sarebbero stati di buon augurio a chi desiderasse una gravidanza e a chi fosse già in dolce attesa.

Il Richiamo Degli Angeli é stato creato dopo quello che Daniela ha dovuto passare. Due anni di sofferenza, giorni in cui il sogno sembrava solo una pura utopia. Ma quel sogno si é realizzato e il chiama angeli ha fatto la sua parte.

Una storia che mi ha commosso e per questo ho deciso di raccontarvela, grazie alla testimonianza della fondatrice di questa bellissima azienda, che é nata per sostenere tutte le future mamme e chi ancora mamma non lo é, ma che sogna di diventarlo! 💜

Vi invito a visitare il sito https://www.richiamodegliangeli.it/  per ammirare le meravigliose creazioni riguardo al Richiamo Degli Angeli!

A presto 🎀🎈

 

 

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Il Richiamo degli angeli

| Gravidanza, Mamme, Maternitá

Ciao care mamme e pancine ! 💜

C’é una cosa di cui voglio parlarvi. É una cosa che per me é stata preziosa durante la mia gravidanza. Il suo nome é il RICHIAMO DEGLI ANGELI. Che cos’è?  Penso ormai che la maggior parte di voi giá lo sappia! É una collana dalla catena abbastanza lunga, che porta una piccola bola, fatta di oro o argento al cui interno si trova un piccolo  xilofono, che col movimento, emette un piccolo suono.

Come non riconoscere una donna in dolce attesa! Nella mia cittá vedo spesso e volentieri donne incinte con al collo questo splendido bijoux. É diventata una moda, una consuetudine, avere il Richiamo degli angeli quando si aspetta un bambino . A me lo regaló una cara amica quando aspettavo Amanda. Pensate che prima di allora non ero al corrente della sua esistenza! Insieme alla collana, la mia amica, mi scrisse una lettera con la storia che si deve a questo bijoux.

Si narra, che il Richiamo degli angeli abbia origini antiche, alcuni affermano che sia stato creato per la prima volta in Messico, altri a Bali. Dicono sia il “gioiello” che donato alla donna gravida sia per lei ed il nascituro, di buon auspicio. Oltre a ció si dice che il nome della collana, non sia stato messo a caso. Si chiama il “richiamo degli  angeli” proprio perché  si crede che con il suo suono, possa chiamare, “invocare”, attirare gli angeli buoni che proteggeranno il feto.

Ma non solo, il Richiamo degli angeli potrá essere sentito dal feto stesso. Il feto, dentro al pancione, giá a partire dalla 16° settimana percepisce i rumori esterni. Per questo tante mamme lo indossano. Si dice che grazie a ció, sia possibile creare una sorta di legame, intesa tra la mamma ed il feto. Il rumore poi, dolce e delicato, si crede possa essere rilassante per il feto stesso.

Il Richiamo degli angeli potrebbe diventare cosí anche una sorta di orologio in grado di far capire al feto quando sia giorno e notte: durante il giorno la mamma lo tiene al collo e col suono il feto capisce che la mamma é sveglia, mentre di notte la mamma non lo tiene al collo per cui, non sentendo il suono il nascituro capisce che é tempo di nanna!

Personalmente a me é capitato che Amanda si muovesse come una scatenata pure la notte, per cui non so quanto possa essere valida questa teoria !!😅

Il Richiamo degli angeli é frutto di una fantastica idea che ha portato la creazione di una bellissima azienda che porta proprio questo nome. Per saperne di più vi mando al link http://www.richiamodegliangeli.it/

Inoltre, puó essere un regalo molto carino da fare alla vostra amica incinta, a vostra sorella, insomma a una vostra cara che aspetta un bambino!😊

E voi lo avete indossato o lo indossate durante la gravidanza? Lasciate commenti!

A presto 🎀🎈

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Io, una mamma studentessa

| Gravidanza, Mamme, Maternitá, Nascita, Studio e figli, Università

Essere una mamma e nello stesso tempo una studentessa non é per nulla facile. Quando sono rimasta incinta mi mancavano solo due esami per completare il mio percorso di studi ed ovviamente mancava ancora la stesura dell’intera tesi.

Il penultimo esame lo diedi che già ero incinta, ma ancora non lo sapevo. La settimana dopo avrei fatto il test di gravidanza.

E poi quelle due linee. Ero davvero tanto felice, incredula, paurosa di quel che sarebbe successo. Come avrei fatto a gestire l’Universitá con una gravidanza in corso? Non é stato facile. Ho avuto le nausee fino alla 14°settimana. 24 ore su 24 a letto poiché neanche la notte mi abbandonavano. Mi mancava un solo esame e dovevo iniziare a scrivere la tesi. Purtroppo ho dovuto rimandare la tesi a quando mi sarei sentita meglio perché al pc proprio non riuscivo a stare. E di studiare non ne parliamo, appena mi buttavo sui libri la voglia di vomitare era tanta. Un pó come quando ti metti a leggere un libro in macchina e ti viene la nausea (almeno a me succede così).

Intanto io, entravo in una nuova sessione universitaria, la mia prima sessione fuori corso. Ma non era colpa della gravidanza in questo caso. Avrei potuto peró laurearmi in questa sessione fuori corso se non avessi avuto il problema dei primi mesi gravidici. Con il cuore in pace, mi dedicai al riposo.

Entrata nel secondo trimestre di gravidanza finalmente mi sentivo meglio. Cosí ripresi in mano i libri, pc e mi impegnai per terminare gli studi. Il 19 luglio diedi finalmente l’ultimo esame e finí in bellezza con un bel 26😊 Nel frattempo avevo anche già preparato due capitoli di tesi che peró necessitavano di molte correzioni, come indicato dal mio relatore. Alché la cosa mi scoraggió.

Puntai a laurearmi a settembre. “Che sarai mai” dicevo, “tanto ora che sto bene posso scrivere tutta la tesi in questo mese e a settembre avró la laurea”. Non l’avessi mai detto. Il caldo prese piede in città, la stanchezza gravidica si faceva sentire e iniziai a soffrire paurosamente il caldo, tanto che ero costretta e stare chiusa in casa col condizionatore acceso.

Arrivó Agosto, passai una settimana al mare con mio marito. Una settimana da incubo per la mia circolazione sanguinea e la mia pressione bassa che mi provocava degli odiosi capogiri. “Nessun problema appena torno dalle vacanze mi rimetto in sesto e si riprende la tesi”. Ancora una volta ne ero convinta. Poi  però l’ultimo trimestre portava con sé i suoi acciacchi. Pubalgia e contrazioni erano all’ordine del giorno. Per di più, ero così presa dalla gravidanza che in quel momento la tesi passava in secondo piano.

Arrivava ottobre, il mese in cui Amanda doveva nascere. Io ero a riposo giá da parecchie settimane per via delle contrazioni e del collo dell’utero accorciato. Ero così preoccupata che Amanda avesse potuto nascere prima che abbandonai in un dimenticatoio l’Universitá. E poi finalmente Amanda nacque. La gioia piú grande che una ragazza possa mai provare.  Avevo una creatura di cui preoccuparmi, cambiare pannolini, allattare, coccolare il giorno, ma soprattutto la notte. Il primo mese di vita di Amanda non ho dormito praticamente nulla. Quando diventi mamma la tua vita viene stravolta. Tu passi in secondo piano perché c’é qualcosa piú importante di te a cui non puoi e non vuoi fare a meno. Alché le giornate passano, tra pianti e pannolini, a casa. Poi si andava a passeggio per prendere un pó di aria fresca e riprendersi un attimo.

I primi tre mesi passavano cosí. Nel frattempo tre sessioni universitarie se ne andavano. Un bel giorno ripresi coraggio e presi tra le mani il pc. Riuscì a correggere i primi due capitoli e li mandai al mio relatore. Passó anche la Pasqua e la primavera passava in un batter d’occhio. Stiamo parlando della primavera che è passata quest’anno.

Con il mio miglior impegno, tra stanchezza, momenti di riposo, pulizia di casa e tempo da dedicare a mia figlia arriviamo a oggi. Sto scrivendo l’ultimo capitolo della mia tesi. Mi mancano meno di dieci pagine per terminarlo e poi mi mancheranno introduzione e conclusioni del lavoro. Ho sempre cercato e cerco tutt’ora, di dedicarmi alla tesi quando mia figlia dorme. Solo che ora che ha 11 mesi i suoi pisolini non sono piú lunghi come quelli di una volta per cui, in alcune giornate, Amanda viene guardata da mia suocera o da mio marito in modo che io possa finire al più presto.

Ce la sto mettendo davvero tutta per realizzare questo mio sogno pur avendo avuto la bambina. É stata ed é una sfida conciliare studio e figli. Ma non di certo impossibile. Anche se tutto procede lentamente, non vuol dire che si debba mollare. Di certo quando avrò la laurea tra le mani saró doppiamente soddisfatta, perché saprò che sono stata in grado di terminare gli studi pur avendo avuto una bambina!

 Voglio rivolgermi alle mamme come me studentesse. Care ragazze che avete scoperto come me la gravidanza nel bel mezzo degli studi, non demordete. Non sarà facile ma non impossibile.

Spero che il mio articolo sia stato di vostro gradimento.

A presto 🎀🎈

 

 

 

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Sos pulizie casa senza sosta in gravidanza? Te lo spiego io!

| Gravidanza, Mamme, Maternitá, Nascita

Ehilá mammine! Ma vi ricordate in gravidanza quella voglia matta di pulire casa ? E voi care pancine siete giá state assalite da questa voglia irrefrenabile?

Bé se ve lo state chiedendo: sí é tutto normale! Io a partire dall’ultimo trimestre di gravidanza ricordo di aver messo in soqquadro casa, di averla rivoluzionata e averla pulito a fondo.. tutti i santi giorni! Lava di qua, pulisci di lá, spolvera qui, ordina lí…

Per non parlare di quella lavatrice che era sempre azionata sul tasto ON da mattino a sera per lavare i vestitini di Amanda!

Tranquille é tutto frutto dei nostri cari ormoni gravidici. Sí perché se nel primo trimestre ci hanno fatto stare male con nausea, vomito, stanchezza e capogiri, negli ultimi mesi ci giocano questo brutto (o bello a seconda di come la si pensa)  scherzo.

Questa ossessione che ci prende in gravidanza prende il nome di : SINDROME DEL NIDO. Ma non ne veniamo colpiti solo noi umani. Diciamo che é proprio un istinto animale. Lo fanno perfino gli animali in attesa dei loro cuccioli. Ovviamente non puliscono casa ma preparano al meglio il nido che andrá ad accogliere i nascituri. E cosí accade a noi. Il nostro nido é la nostra casa e, senza accorgecene iniziamo anche noi a preparare il “nido” per il figlio che verrá.

Ecco perché la maggior parte delle mamme prepara giá la camera del bambino ancora prima che nasce!!!!!!  Dare il bianco, comprare i mobili, pupazzetti, tappetini per il gioco, quadri e chi piú ne ha piú ne metta, sono le cose che si é solite fare quando si prende questa “sindrome”.

Io personalmente non ho avuto l’esigenza di preparare la cameretta per Amanda, ma certo é che pulivo casa da cima a fondo senza sosta.

Addirittura alcune mamme non si accontentano di preparare la cameretta e decidono di rivoluzionare casa in tutti i suoi angoli.  Proprio durante la dolce attesa puó capitare che la mamma decida di dare il bianco per tutta casa, posizionare i mobili in maniera diversa e magari buttare vecchi mobili per far spazio a nuovi !!!!

Ma ATTENZIONE care pancine, non fate sforzi eccessivi! Dopotutto gli ultimi mesi di gravidanza sono quelli piú pesanti dal punto di vista fisico, data la grandezza della pancia e dal peso del bambino.

Per cui, non abbiate fretta di fare tutti questi lavoroni. Ma se proprio non resistete, delegate i compiti piú ardui al futuro papá !!!

Dicono poi che la sindrome del nido, svanisca con la nascita del bambino. Ecco, dopo 11 mesi dalla nascita di mia figlia A ME LA SINDROME NON È PASSATA ! AIUTO!! Mio marito non ne puó piú di vedermi pulire come una forsennata la casa ogni santo giorno cosí ossessionatamente! Ma ragazze non ce la faccio, non riesco a liberarmi da questa mania. Avete qualche consiglio a riguardo?😧 Premetto che ancora la cameretta non l’abbiamo pronta, sará per quello ? Ormai sono schiava di questa sindrome, si salvi chi puó !!

E che la sindrome non prenda il sopravvento anche su di voi ! 😜

A presto 🎀🎈

 

Commenti disabilitati su Sos pulizie casa senza sosta in gravidanza? Te lo spiego io!

E poi arrivi tu..

| Gravidanza, Maternitá, Nascita, Parto, Travaglio

16 ottobre 2016.
Mi sveglio. Guardo il mio smartphone. Sono le 2:29 del mattino ed io avverto una piccola contrazione. Mancano 9 giorni alla data prevista del parto ma giá da qualche settimana avevo delle contrazioni sporadiche. Riappoggio la testa sul cuscino.
Ore 3:30 mi sveglio con un altra contrazione. Ore 4:15 di nuovo. Questa volta mi accompagna anche il dolore nella zona lombare, alché decido di alzarmi. Avviso mio marito di avere male e vado in soggiorno a guardare un pó di tv e aspetto che il dolore mi passi. Ma il dolore non passa cosí mi spoglio, e mi butto sotto al getto di acqua calda della doccia. Mi rilasso, respiro, mi lascio trascinare dal rumore rilassante dell’acqua. Mi depilo (non si sa mai sia il giorno giusto!) Il dolore pare essersi calmato. Mi vesto e mi infilo sotto le coperte. Ecco, un altra contrazione! E cosí le contrazioni iniziano a susseguirsi, arrivando ogni 15 minuti, poi 10, poi 5. Sono le 6, siccome le contrazioni sono del tutto sopportabili decido di aspettare. Le contrazioni questa volta si ripetono ogni 3/4 minuti. Sveglio mio marito: ” Amore misá che é ora, preparati andiamo in ospedale!” Mio marito scatta dal letto, si infila i primi due stracci, recupera i borsoni e si parte!!! L’ospedale é dietro casa, per cui in 2 minuti arriviamo.
Il sole stava sorgendo. Quanto amo il colore del cielo alle 6 e 30 del mattino. L’aria porta con sé un pó di nostalgia del giorno prima e tanta gioia nell’arrivo di un nuovo giorno, il nostro giorno! “Forse questo sará l’ultimo giorno che sarai dentro me”. Pensavo con me stessa e ne ero quasi sicura.
Arrivo in reparto maternitá e comunico quello che mi stava succedendo. Mi accompagnano in una stanza dove decidono di farmi il tracciato. Le contrazioni si ripetono ma non a ritmo costante, come a casa. Forse non era l’ora e forse mi avrebbero mandata a casa.
Il tracciato termina una mezzoretta piú tardi, l’ostetrica mi manda a fare un controllo interno. “Speriamo sia questo il giorno, io sono pronta, non possono mandarmi a casa, voglio conoscere oggi la mia bimba!”. Attendo in sala d’attesa, nel frattempo giunge una signora che ha rotto le acqua a casa, mi sorride e con uno sguardo pieno di amore materno mi dice: “stai tranquilla, ci sei, entro oggi darai alla luce la tua cucciola!”. La ringrazio per le parole rassicuranti e ricambio il sorriso.
Arriva l’ostetrica. Era ora del controllo interno. Mi allontano dalla sala d’attesa e da mio marito, con il cuore a mille e i dolori che giungevano. Incontro una ginecologa non molto sorridente ma  mi fa accomadare e mi visita.”Sì Sí, 3 cm possiamo ricoverarti!” . Dentro di me ho urlato “Si!! Evviva, partoriró !!!!” . Il cuore in gola, le mani che tremavano, il sorriso che mi riempiva lo sguardo di gioia!!! Era il giorno x, stavo per conoscere la mia piccola. Anche io stavo per diventare ufficialmente una mamma, la mamma della mia piccola Amanda. Ritorno da mio marito e comunico immediatamente la novitá. Iniziamo ad avvisare mia sorella e sua mamma.
Mi portano in stanza, io non riesco a darmi pace, il cuore scoppia di gioia, mando un messaggio ad un gruppo di amiche, future mamme anche loro, che il giorno tanto atteso per me era arrivato. I dolori vanno e vengono, sono sopportabili, sono paragonabili ai dolori mestruali del primo giorno di flusso. Ma non sapevo ancora cosa mi avrebbe riservato la giornata! La ginecologa durante la visita mi ha perfino detto che non ero ancora entrata in travaglio attivo. Il travaglio attivo giunge ai 4 cm di dilatazione per cui, mi domandavo come sarebbero stati i dolori del travaglio attivo. Ma non c’é tempo per farsi prendere dall’ansia anche perché verso l’ora di pranzo entro proprio in travaglio attivo. Ecco che il dolore si accentua. Decido di passeggiare nel corridoio. Vedo le mamme che giá hanno con sé i loro piccoli. Quanto amore c’era in reparto. I neonati che trovavano rassicurazione nelle braccia della loro mamma, i papá felici, gioiosi di quelle nuove vite.
I dolori. Protagonisti della giornata, non mi davano piú pace ormai. Fortuna che con me c’é mio marito. Mi abbraccia, io mi poggio sulla sua spalla, lo abbraccio, mi aiuta a respirare, mi massaggia la schiena. Quanto adoro stare nelle sue braccia. Solo con lui riesco a gestire il dolore delle contrazioni. Le ore passano cosí, accanto a mio marito, nel corridoio del reparto. Insieme a noi c’é mia sorella e la mamma di mio marito che aiutano a rallegrare la situazione.
Ore 16:30. I dolori sono insopportabili. Decido di farmi visitare. Sono arrivata a 6 cm di dilatazione. L’ostetrica mi comunica la disponibilità di una sala parto e mi invita a continuare lá il mio travaglio, ma prima mi consiglia di farmi una bella e lunga doccia calda per favorire la dilatazione completa. Io ci provo ma dopo un quarto d’ora non riesco piú a reggermi in piedi per i dolori.
Entro in sala parto. Corro il piú che posso per aggrapparmi alla sedia perché il dolore é cosí forte che mi piega in due e sono costretta a inginocchiarmi. E come una raffica di vento, come un martello pneumatico le contrazioni diventano sempre piú intense. Non posso respirare un attimo. Non posso rilassarmi molto, perché al termine di una contrazione ne ha inizio una nuova. Eppure non bastava. Le contrazioni continuavano a essere non costanti. Mi iniettano ossitocina. Non avrei immaginato, mai e poi mai dei dolori ancora piú forti che mi sarebbero arrivati dopo.
Inizia l’inferno vero e proprio. I dolori del travaglio prima di provarli, sono inimmaginabili. Ogni posizione non mi aiuta a gestire il dolore. Sudo, il cuore batte sempre piú veloce. Stringo tra le mani il cuscino. Urlo, con tutte le mie forze. Affondo il mio viso sul cuscino e urlo piú che posso. Spingo. Niente. La mia bimba non riesce a uscire. Mi trascinano in bagno. Io non avevo le forze di stare in piedi. Mi veniva da svenire. Chiedo di essere rinfrescata. Inizio a vedere bianco ma con due schiaffi ritorno in me. L’ostetrica mi fa spingere in bagno, per sfruttare al meglio la forza di gravitá. Niente. Ritorno sulla poltrona del parto. Mi metto i carponi. Urlo e spingo. I dolori mi bloccano la schiena, la pancia. Ogni volta che arriva la contrazione l’ostetrica mi chiede di spingere, ma il dolore é cosí forte che non riesco a spingere come vorrei.
Il sole tramonta. Sono le 7 piú o meno. Continuo a guardare l’orologio e spero che arrivi il momento della tua nascita. Sudo, urlo, mi tremano le gambe. Mio marito cerca di farmi forza ma io sono esausta  e grido “Non ce la faccio piú!”. Sono stremata. Soffro da morire, mi sembra di impazzire. Mi sento morire. Mi viene da piangere, sto per avere un crollo emotivo. L’ostetrica e mio marito mi rassicurano che presto vedró la mia bambina ed io, lo speravo con tutto il cuore perchè i dolori mi stavano facendi cadere in mille pezzi.
Poi, mi ritrovo a guardare la luce sul soffitto, urlo. Vicino a me c’é la ginecologa che mi consiglia di tenere lunghe le spinte, piú che posso. Lo faccio. Urlo e urlo ancora. In un attimo mi  sento svuotata.
Ore 21:36. Alzo lo sguardo. Mi appoggiano al petto la mia bambina. Mio marito piange di gioia. Ed io non potevo credere che finalmente l’inferno era passato. Avevo la mia bimba tra le braccia. Incredula. Come faceva a esserci una creatura cosí meravigliosa dentro di me. Com’é bella. I suoi occhi che cercano i miei. La sua testa appoggiata al petto. Sentirá il battito del mio cuore. La tocco. Sento le sue mani, le sue gambine. Amore mio!!! Ti ho tenuto dentro di me e ora sei davanti a me. Quanto tempo ti ho desiderato. Troppo. Dio non poteva riservarmi cosa migliore di te. Ti amo. Prometto di starti accanto sempre, prometto di stringerti a me ogni notte, ogni giorno. Tu sei me ed io son te. É nata la mia bambina e fuori da quella stanza per me ormai non contava piú nulla. Ho donato a lei il mio cuore. La mia ragione di vita. Ho amato sentire i tuoi calci dentro me ma ora amo ancora di piú il tuo profumo, i tuoi occhi. Ti amo, per sempre lo faró.
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Concepimento: i test di ovulazione!

| Concepimento, Desiderio di maternitá, Gravidanza, Maternitá, Senza categoria, Test di ovulazione

E ora che avete deciso di avere un bambino, da dove partire?
Lo sappiamo bene tutti, cari lettori, cosa serve e come si fanno i bambini. Ma a volte rimanere incinta al primo colpo diventa difficile. Magari abbiamo anche un ciclo lungo ed impreciso, per cui fare affidamento al calcolo classico secondo cui, mediamente al 14° giorno di ciclo la cellula uovo é pronta per essere fecondata, diventa insicuro e controproducente. Oggi poi, esiste anche la possibilitá di scaricare nel proprio smartphone alcune app che tengono per te il conto della lunghezza del tuo ciclo, ti calcola la data di inizio del prossimo ciclo ed infine ti tiene presente quali giorni sono migliori, ovvero quali sono i giorni fertili, per poter concepire siciramente. Ma tu sei talmente sfigata che neanche le app possano aiutarti a realizzare il sogno di diventare mamma!
Sará per lo stress che non rimango incinta? Magari devo tenere alzati i glutei per un pó dopo aver avuto un rapporto, affinché gli spermatozoi raggiungano la cellula uovo? Dovrei forse mangiare cibi specifici per rendermi piú fertile? Dovremmo farlo più volte al giorno? Mille dubbi che assillano la nostra mente e di certo le ricerche su Google non aiutano, facendo mandare il nostro cervello in tilt.
Anzitutto: CALMA!
Come diceva Mika, in una sua canzone? Ah sí: “Relax, take it easy!” (Ammettetelo, l’avete letto cantandola)
Secondo: certo, lo stress non vi aiuterá. Come ben sappiamo lo stress produce alte quantitá di cortisolo (conosciuto appunto come l’ormone dello stress) che vi potrebbe causare insonnia, instabilitá emotiva, stanchezza e via dicendo. Per cui, sedetevi, sorseggiate una camomilla calda, cacciate via i pensieri che vi provocano stress e ripartite! Il consiglio spassionato che vorrei darvi, é quello di vivere nella maniera piú istintiva e naturale possibile l’amore con il vostro partner! Non rendete un atto cosí bello in un “lavoro meccanico”.
Se comunque poi, volete a tutti i costi sapere quando ovulate, in estremis potete utillizzare i fatidici TEST DI OVULAZIONE.
CHE? COSA? TEST CHE?
Avete letto bene carissimi, i test di ovulazione! Sono dei test che rilevano la presenza dell”ormone LH, l’ormone responsabile dell’ovulazione.  Si utilizzano come dei normali test di gravidanza. Io stessa li ho utilizzati per poter sapere indicativamente quali giorni potevano essere utili al fine di concepire. Ma OCCHIO! Anche questi strumenti non devono essere fonte di stress. Io consiglio di utilizzarli per 1/3 cicli, cosicché possiate monitorare il vostro periodo ovulatorio.
Ne esistoni vari in commercio. Io li ho utilizzati per due volte ( la seconda volta rimasi incinta!).
La prima volta utilizzai i test di ovulazione della Clearblue.
Ho comprato questi rosa. Una confezione contiene 10 test: sono dei mini stick che vanno utilzzati con il lettore dei test. Non é il massimo, ma se ci si organizza, sono soldi ben spesi. Sempre all’interno della confezione si trova il foglietto in cui vi é la spiegazione di quando iniziarli ad utilizzare (in base alla lunghezza media del vostro ciclo) e in quale momento migliore della giornata (questi per esempio, andrebbero fatti al mattino appena alzate).Inoltre, se siete nel periodo in cui, il momento dell’ovulazione si sta avvicinando, il test dará un bel faccino sorridente 🙂 nel mini schermo ,  ció vuol dire che il test avrá rilevato nelle vostre urine l’ormone LH, altrimenti se non siete ancora vicine all’ ovulazione, comparirá una faccina triste 🙁 . Quando finalmente avrete la faccina sorridente, le istruzioni dicono che avrete un tempo minimo di 24 ore (tempo di sopravvivenza della cellula uovo) ad un massimo 36 ore (tempo in cui sopravvive lo spermatozoo ) per poter concepire.
La seconda volta invece, decisi di comprarli su internet. Si chiamano test di ovulazione canadesi, costano veramente pochissimo e puoi scegliere te quanti prenderne. Io ad esempio, convinta che li avrei usati tutti, ne ho presi ben 50 (avanzati circa la metá). Insieme ai test di ovulazione ho anche ricevuto dei test di gravidanza.
Questi, a differenza dei clearblue non hanno il lettore degli stick come vedete dall’immagine ma il suo lavoro lo fanno. Dato che non hanno il lettore, non ci sará né una faccina sorridente, né una triste ma solo due semplici linee. Una linea ci sará sempre, é la linea di controllo. L’altra riguarda l’ormone LH. Più si é vicino all’ovulazione maggiore sará l’intensitá della linea. Il colore di tale linea peró dovrá essere di intensitá maggiore uguale a quella di controllo. Se cosí non fosse, quindi se la linea dell’ormone LH fosse piú chiara di quella di controllo, significa che siamo ancora lontane dall’ovulazione quindi dovremmo ripetere nei giorni successivi il test fin quando non saranno uguali di intensitá. I test canadesi, non vanno fatti con la prima urina del mattino ma é consigliato farli in tarda mattina o dopo pranzo. Io ler esempio li facevo sempre intorno le 12 e le 14.
Ecco come funzionano i test di ovulazione. Spero di essere stata esauriente, ma se cosí non fosse stato, potrete farmi domande, sperando possa esservi di aiuto!
E ora cari lettori e cari lettrici, andate e moltiplicatevi!
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