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Vacanze in Trentino! (Parte 1)

| Bebé, Bimbi, Mamme, Svago, Viaggio

17 luglio 2017, si parte per il Trentino!

É la mia primissima vacanza in montagna. Aspettative? Nessuna, solo tanta curiositá.

Dopo che Amanda si è svegliata, controlliamo di aver preso tutto, bagagli in macchina  e via! Dopo quasi 5 ore di viaggio a causa di alcuno ingorghi in autostrada arriviamo a destinazione: Siusi, Hotel Seiserhof.

Si presenta come un paesino molto tranquillo e soprattutto pulito!! Si vede proprio che siamo nel Sud Tirolo! Le strade sono ciottolate, le vie sono piene di alberghi, negozietti, supermercato, farmacia, macellaio.. insomma i soliti negozietti di paese. Il tutto arricchito con tanto verde che fa di Siusi un bel paesino di montagna! In ogni dove i cartelli sono scritti sia in italiano che tedesco, sì perchè in Trentino non si parla solo italiano, ma anche tedesco e in alcuni luoghi addirittura il ladino! Che invidia per le persone del posto che parlano senza alcuna difficoltà il tedesco! La prima impressione é stata quindi soddisfacente.

 Ma Siusi non è un banale paesino di montagna. Si tratta di un bellissimo paesino che ospita uno dei più belli scenari naturali nel background: le Dolomiti! Caratteristica principale naturale, attrazione turistica per eccellenza, quattro stragioni l’anno, 365 giorni l’anno!

Raggiungiamo l’albergo, posiamo i bagagli, schiacciamo un mini pisolino, ci si prepara e via per la prima visita al paese! Decidiamo di imbatterci nel nostro primo sentiero: il sentiero di Oswald Von Wolkenstein o anche chiamato in tedesco ” Der Oswald Von Wolkenstein Weg”. Che dire, non l’abbiamo neache fatto tutto. Eravamo stanchi dal viaggio ancora. Si è trattato di una semplice passeggiata tra la natura, tranquilla, rilassante. Nei pressi del paese di Siusi, non abbiamo neanche dovuto percorrere tanta strada a piedi per arrivarci ma, neanche a metà strada ed il sentiero ci ha regalato il primo panorama sul paese, mozzafiato!

Stanchi, decidiamo di tornare in albergo.

Il giorno seguente andiamo in visita a … l’Alpe di Siusi!! Eh si! Amanda comoda nel suo zaino trekking sulle spalle del papá, la mamma riposata, il papá anche e via sulla cabino via!!! Raggiunti i 1800 metri scendiamo. Siamo circondati da montagne. Una che sussegue l’altra. Lunghe distese di prato, verdi vallate che ti riempiono il cuore e la mente di una dolce serenitá. Chissá nella stagione invernale come deve essere meraviglioso! Amanda ha dormito per tutto il tempo della nostra passeggiata. Il Trentino é bello per questo, al mattino ti alzi e pensi:”che facciamo oggi?”. “Nessun problema si va a passeggiare nella natura!”

Più natura di così che cosa si vuole?

L’Alpe di Siusi si presenta così: prati, alberi, colli, panorama fantastico. Un panorama che ti riempie il cuore di felicità!

All’ora di pranzo, dopo una bella passeggiata, torniamo alla base, si pranza e di nuovo pronti per un’altra avventura! Questa volta piú tranquilla. Prendiamo il bus e ci dirigiamo verso il comune di Castelrotto.

Ah ecco, non vi ho neanche fatto presente che all’arrivo all’Hotel Seiserhof, la receptionist molto gentile e disponibile ciha dato due Mobil Card, ossia, un biglietto ciasciuno che ci ha permesso di usufruire del trasporto pubblico gratuitamente. Bello vero? Semplice siamo in Trentino Ja! Altro che il  resto d’Italia. Il Trentino Alto Adige a mio parere, fa parte solo geograficamente dell’Italia, perché di Italiano, ha ben poco.

Detto questo, riprendiamo da dove mi sono fermata. Arriviamo a Castelrotto o Kastelruth. Un paese in via di ristrutturazione, un paese anonimo. Tuttavia quel giorno, la via principale ospitava un piccolo mercatino dell’usato molto carino. Purtroppo non ho neanche rubato uno scatto di quelle cose carine vintage che “arredavano” le bancarelle e non ho neanche comprato nulla (sará stato felice mio marito!)

Il giretto dura poco, le gambe sono stanche e Amanda si é un pó stufata.

Base, arriviamo!

Volete scoprire come va a finire la nostra mini vacanza in questa splendida regione? Continuate a seguirmi e lo scoprirete nel prossimo articolo!

 

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Una vita in fascia!

| Babywearing, Bebé, Bimbi, Fascia, Mamme, Maternitá

Care mamme, i vostri bimbi non si vogliono staccare da voi? Appena li mettete in carrozzina scoppiano in un pianto disperato? Quando li prendete in braccio come per magia smettono di piangere?

Non preoccupatevi, il vostro cucciolo ha bisogno di stare a contatto con voi! No, non si tratta di un vizio ma di un bisogno. Il vostro bimbo é cresciuto dentro di voi, per 9 mesi é stato dentro di voi, sentiva la vostra voce e il vostro battito del cuore. Poi all’improvviso si é ritrovato fuori dell’utero, in un nuovo mondo a lui sconosciuto e freddo. L’unica cosa che riconosce é il vostro calore, il vostro odore e la vostra voce.  Non lasciate i vostri cuccioli in balía dei loro pianti. Ascoltate il vostro istinto materno, prendete il vostro cucciolo e tenetevelo stretto, perché questi momenti nessuno ve li restituirá piú !
Cosí le giornate passano, te con in braccio il tuo bimbo. Mangi e hai il tuo bimbo tra le braccia, riempi la lavatrice con il tuo bimbo in braccio, spolveri i mobili con lui tra le tue braccia. É veramente bello tenere con sé il proprio cucciolo peró allo stesso tempo non vi lascia un momento di respiro. Io passai i primi tre mesi di vita di Amanda che praticamente, vivevamo in simbiosi. Giorno e notte. Me la tenevo stretta tra le braccia, lei poppava e dormiva su di me e io me ne stavo sul divano a guardare la tv tanto che a volte non riuscivo neanche a mangiare. Di notte si svegliava ogni due ore per poppare e poco volentieri stava nella sua carozzina. Cosí decisi di tenermela nel lettone in modo che, quando si svegliava, poppava mentre io ero sdraiata, accanto a lei. Solo che con il passare delle giornate io non riuscivo proprio a fare nulla. Il portabiancheria dei panni sporchi era sempre piú colmo di roba da lavare, il letto sempre disfatto, la cucina in disordine ed io non riuscivo neanche a fare una doccia. Quando tornava mio marito a casa da lavoro badava ad Amanda  e finalmente potevo buttarmi sotto il getto d’acqua calda e prendermi due minuti di pausa.
Amanda non aveva neanche due mesi di vita ed io mi ero trovata a vivere con una piccola meravigliosa creatura che aveva bisogno di me, 24 ore su 24. La realtá é che quando si diventa mamme non é come nei film, dove i bambini dormono beatamente nella loro culla, li porti fuori casa in serenitá. I cambi del pannolino non sono rose e fiori, l’allattamento tanto meno. Tra pannolini sporchi, tutine da cambiare, l’allattamento e coccole tra le braccia, ti annulli.
“Ma non te l’hanno mai detto che esiste la fascia??”
Ed ecco che si apre un mondo. Come non averci pensato prima. Perfino al corso pre-parto me lo avevano consigliato ma io, non avevo dato retta al consiglio dell’ostetrica.  Un giorno aprí l’armadio di Amanda e tra i vestiti che mi aveva passato mia sorella per la mia bambina spuntava proprio una fascia. Un lungo, lunghissimo panno di cotone morbido. Mi chiedevo se avrebbe mai funzionato davvero come si diceva in giro. Bé, decisi di imparare il metodo di legatura piú facile.
Ecco. Questo é il risultato. Appena misi la mia bimba in fascia, si addormentó nel giro di pochi secondi!!!!! Un miracolo!!!! Io potevo muovermi in casa senza problemi e la mia bimba se ne stava comoda, al calduccio, protetta dal mio calore e rassicurata dall’odore di mamma!! La fascia che ho io é di marca Medela. Molto lunga ma abbastanza per poter legarmela bene addosso e lasciare che la mia bimba stia comoda. La uso ancora oggi che, la mia bimba ha ben quasi 9 mesi e pesa intorno ai 9kg e mezzo.
La fascia é uno strumento utile per coccolare il vostro bambino, affinché possa sentirsi ancora come quando era nel vostro pancione: rannicchiato e al caldo. Ma non solo, é un toccasana per i bambini all’impresa con le classiche colichette. La posizione permette di far passare i dolori al pancino. La fascia inoltre, mantenendo le gambe del bambino nella posizione “a rana ” permette un buon sviluppo ed una buona apertura delle anche.
Le sue origini risalgono a moltissimi anni fa. Addirittura esistono dipinti dedicati a ció, risalenti all’epoca del Medioevo!
La fascia veniva soprattutto utilizzata dalle donne del Medio Oriente che, costrette a passare tutta la giornata nei campi, non potevano abbandonare i loro bambini perció li adagiavano in lunghi panni di cotone che avrebbero dato loro la possibilitá di dedicarsi alla coltivazione e di tenersi strette i cari figlioli, allattandoli ogni volta che ne avevano la necessitá, pur stando in fascia. Una bellissima idea vero?
Con il passare del tempo poi, questa pratica andó scomparendo, ma non in quei paesi dove di passeggini non vi é ombra, per esempio in Africa. In Occidente, con l’avvento dei passeggini, chi avrebbe mai usato la fascia?
Tuttavia negli ultimi anni sta tornando in voga tale pratica. La maternitá sí é una esperienza, ma é uno stile di vita… é la vita stessa!
Perché allora allontanare mamma e figlio con i passeggini? Certo i passeggini sono molto comodi per quando si va a spasso, mica vorremmo tener i nostri bimbi in braccio spaccandoci la schiena? Peró ecco, che bello sarebbe poter andare a spasso con il vostro cucciolo coccolato a voi, senza faticare per tenervelo vicino vicino?
Ecco che, si torna a vivere il maternage ad alto contatto. Ecco che risorge la pratica del “Babywearing” ossia “indossare il proprio bambino”.
Il Babywearing sta spopolando tra le mamme di tutto il mondo! Sui Social Media vediamo mamme in montagna, nei parchi, al supermercato, al mare, insomma ovunque, con i loro bimbi felicemente rilassati in fascia. No non é una moda. É un toccasana per mamma e figlio, per il loro benessere, per la loro felicitá. É stato riscontrato che il Babywearing sia molto benefico per la vita di entrambi.
In commercio ne esistono di vari tipi. Addirittura si possono fare su misura, in base alla statura della mamma. Troviamo fasce lunghe rigide, elastiche, Mei Tai, Fasce in cotone con anelli e per chi desidera essere piú sbrigativo senza imbattersi nelle varie tipologie di legature ci sono i marsupi, sui quali, consiglio esclusivamente solo quelli ergonomici, ovvero quelli che favoriscono la buona postura del bebé evitando di provocar loro danni. Esistono perfino molte tipologie di legature, nei quali non mi soffermo poiché non sono abbastanza informata ma,
se desiderate sapere di piú su questo fantastico mondo vi consiglio di affidarvi a Licia Negri, autrice del libro “Lasciati Abbracciare”, quale abbraccia il tema a 360 gradi.  Inoltre vi invito a visitare il sito  http://www.babywearingitalia.it/
Personalmente, mi trovo molto bene con la fascia. É stato per me un validissimo aiuto soprattutto nel primo trimestre di vita di Amanda.
E quindi care mamme, il mio consiglio spassionato é: avanti tutta con il babywearing!
Voi utilizzate la fascia? Che fascia avete? Ne avete piú di una? Che metodi di legatura usate?
Aspetto vostri commenti, sono curiosa! Spero vi sia piaciuto il mio articolo, besitos🎀🎈

(Immagine in evidenza:https://www.etsy.com/)

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